...e alla fine anche i lampioni storici in zona Prefettura sono spariti. Il progetto di distruzione della città procede spedito

- Politica Istituzioni di Luca Coletta*

Era solo questione di tempo e alla fine anche i lampioni storici in zona Prefettura sono spariti. Ufficialmente per manutenzione, dato che “ovviamente sono pericolosi”, come praticamente tutto in questa città. Chi sa come avranno fatto a Milano a salvarsi dai lampioni di Piazza Duomo o a Bari da quelli del Lungomare o ancora a Torino, dove i lampioni d’epoca sono talmente importanti da essere addirittura diventati argomento di un volume intitolato “Torino città illuminata”. Ma da noi esistono due termini buoni per ogni situazione: sicurezza, certo, e manutenzione, parola magica che apre a scenari tendenti all’infinito! Infatti, ufficialmente in manutenzione - da anni - sono anche i lampioni dei Giardini Piccinato. Riguardo ai quali per mesi e mesi ci si è affannati a cercare di capire dove fossero finiti, mentre invece erano “semplicemente” nei depositi della ditta L’Artistica, come dichiarato a Gazzetta di Benevento da un sorpreso assessore Pasquariello, ignaro delle polemiche. E quindi perché non sono stati ancora ricollocati? Risposta: per i costi eccessivi (sic!).

Premesso che non si capisce come sia possibile che beni pubblici, storici e vincolati possano stare abbandonati presso dei privati, l’assessore potrebbe spiegarci com’è che per pagare la ditta concessionaria per la sostituzione dei lampioni cittadini con altri di rara bruttezza o per l’efficientamento di quelli storici, trasformati nel migliore dei casi in ibridi orripilanti, i soldi ci sono, mentre per ricollocare dei lampioni d’epoca vincolati, no? E inoltre, se mancavano i soldi per “restaurarli”, sempre che la ditta incaricata sia qualificata per provvedere a un’operazione tanto specialistica e delicata, perché sono stati rimossi dalla loro sede originaria? Soprintendenza al solito non pervenuta.

Ma soprattutto, data anche la condizione di ente dissestato del Comune, come si sono trovati allora i soldi per finanziare: a) lo spettacolo di Pasqua al Sant’Agostino, visto da quattro fortunatissimi “telegatti” (€ 15.000); b) la perizia per acclarare che - dei 132 pini, tutti “notoriamente” pericolanti del viale degli Atlantici - in realtà al massimo una ventina sarebbero prudenzialmente da abbattere (€ 40.000 circa); c) la crepuscolare Variante tecnica al Puc di fine stagione, che non sarà approvata in tempo e forse mai (al prezzo stracciato di € 100.000 e rotti); d) l’ultima, ennesima, sontuosa parcella di inizio anno al dirigente dell’avvocatura civica (€ 21.035,63); e) il nuovo Piano Traffico, dal momento che di quello commissionato in precedenza, redatto e presuntivamente pagato non si ha notizia (€ 30.000); f) la consulenza dei tre professori universitari chiamati come i dottori di Pinocchio al capezzale del Ponte San Nicola - colpevole solo di essere stato progettato dall’architetto Morandi -, per appurare l’ovvio e cioè che non stava crollando come quello di Genova (€ 90.000 circa)?

E l’elenco potrebbe continuare!

A questo punto dobbiamo sperare che non manchino risorse per i lampioni della Prefettura. Comunque, poiché l’assessore invita chi volesse a sincerarsi dell’esistenza dei lampioni Piccinato presso i depositi della ditta, chiunque fosse interessato, ce lo facesse sapere e potremmo provare a organizzare un gruppo esplorativo, nel rispetto delle normative antiCovid. Magari scopriremmo anche la presenza delle coppe in vetro originali, le stesse che con rara sensibilità per l’appunto artistica, sono state sostituite da strutture piramidali in plastica, totalmente non sense. Così, giusto per non farci mancare nulla.

Però bisogna riconoscere che il progetto di distruzione della città procede spedito. Ricapitolando: Lampioni Piccinato, eliminati oppure ridicolizzati con dischi volanti o piramidi di Cheope sannite; Lampioni della Prefettura, eliminati; Tigli di via Torre della Catena e catalpe di via Manfredi di Svevia, eliminati; Villa Comunale, siamo a metà dell’opera, ma ci si sta lavorando, alla faccia di Alfredo Denhardt; Pini del viale degli Atlantici, in corso d’opera, anche qui ci si sta alacremente lavorando, sempre alla faccia di quella “palla al piede” di Luigi Piccinato; Scuola media Torre e scuola media Bosco Lucarelli, purtroppo c’era la buona volontà di raderle al suolo sempre con la carta vincente della sicurezza, se non che è intervenuto il Ministero - dato che la prima era inserita nell’elenco delle architetture di pregio del Ministero dei Beni Culturali e la seconda era tra gli edifici scolastici più pensati della città (dotata persino di teatro interno) - e ha imposto la mediocre via della ristrutturazione in luogo della demolizione. E quindi niente. Nemici della sicurezza e del progresso! Suggerimenti per il futuro: il Teatro Romano, la Rocca dei Rettori e l’Arco di Traiano, siamo davvero sicuri che sono sicuri? Parliamo pur sempre di quattro pietre che stanno lì da migliaia di anni o almeno da secoli.