Il malcontento per gli effetti della pandemia a Benevento e le contraddizioni dei politici, sindaco in testa

- Opinioni IlVaglio.it

Sono giorni, questi, in cui alcune categorie produttive cittadine sono scese in strada per rappresentare, con la maggior forza mediatica possibile, il periodo di disagio accusato a causa della prolungata chiusura. Per quanto, in verità, le cronache giornalistiche non divergano nel valutare i ranghi di chi protesta piuttosto ridotti, il malcontento non può essere negato. E talvolta l'eccessiva rabbia, quella che non porta a separare il grano dal loglio di chi appoggia incautamente la piazza, come consiglieri comunali (Delli Carri) o esponenti di partito (Ciccopiedi di Forza Italia, De Lorenzo del Pd) costretti – poi – a prendere distanze da eccessi o a fare i conti con un dissenso interno (i Giovani Democratici della città).

A differenza degli improvvidi di cui sopra, se la cava col consueto stile di cadere in piedi proprio il sindaco di Benevento Mastella. Da arcivescovo senza abito talare (“...sembriamo tentati da un post - cristianesimo non essendo più in grado di cogliere il mistero della resurrezione “), nel 'messaggio pasquale' via social diretto alla comunità amministrata, proprio perché senza tonaca e quindi impossibilitato a benedire l'urbe e gli orbi, tenta dal pulpito mediatico almeno di cogliere la proverbiale scarsa visione d'assieme di questi ultimi. In essi annoverandosi, stavolta, proprio gli esponenti delle categorie sociali oggi protestanti. Comunque costituite da elettori, “stressati dalle sofferenze quotidiane” e/o “sul punto di gettare la spugna”.

Pertanto, giova che a loro si rammenti “che non sono io a potere decidere aperture e chiusure”. Perché laddove ci sono colpe, non c'è Mastella: “Il nuovo Governo ha ritenuto di fare tutto da solo ed escluso i sindaci anche dalle consultazioni”. Ma laddove c'è Mastella ci sono aspettative: “Qualcosa spero di poter fare”.

La campagna elettorale permanente non conosce ostacoli: se si governa la città, si può governare anche il fenomeno pandemico, con soluzioni ovviamente che – avendo deciso altri – è inutile tirare fuori.