Il veleno nella coda: pari fra Benevento e Parma. Ma il punto muove ugualmente in modo favorevole la classifica giallorossa

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Kamil Glik
Kamil Glik

“Oggi è un match-point”, così mister Inzaghi sulla stampa nell'immediata vigilia, magari sulla scia del favore popolare per il valoroso Sinner, nuovo orgoglio del tennis italiano. Detto, ma non fatto. In extremis, purtroppo per i padroni di casa. E se, sempre alla vigilia, “mancano tre vittorie” allo 'scudetto' del Benevento, ora – monsieur de La Palice è testimone affidabile – ne mancano sempre tre. Anche se, per quanto non si sia ancora una volta tenuto fede ad un pronostico (sulla carta favorevole) ed al tempo stesso ad un obbligo ad esso legato (null'altro che il successo), il punto che muove la classifica giallorossa ha questo senso: mantiene il Parma alla medesima distanza, e pure il Torino dopo il derby che non ha sancito affatto la ripresa della Juve (ed al netto del recupero granata con i biancazzurri), e di riflesso permette di accogliere la... lieta e contestuale novella dello stop calabrese a Napoli (Crotone sempre più ultimo e condannato, quindi, ma ha venduto più che cara la pelle), del nulla di fatto della Fiorentina (col Genoa), della sconfitta patita in casa dal Cagliari (contro l'Hellas Verona) e dallo Spezia a Roma, chez Lazio (un favore tra... Inzaghi). In tal modo, il Benevento calcio guarda al futuro prossimo (si chama Sassuolo dell'ex De Zerbi, iper-premiato dall'esito della gara di andata) con una dose di fiducia non abbattuta ed uno stato d'animo tendente al variabile e che impone il 'sacrificio' della continuità.

La cronaca, spicciola. Nel nulla si direbbe 'di studio' di tanti minuti, il Benevento trova il gol del vantaggio alla prima vera incursione: calcio da fermo con Schiattarella che appoggia su Hetemaj, cross e sponda di testa di Barba, chiusura - con tempismo perfetto - di Glik che appoggia in rete per il suo primo acuto in maglia giallorossa. Siamo al giro di boa della prima frazione (23'). Tutto il resto è (piacevole) noia, schermaglie senza costrutto alcuno fino ad un Lapadula in chiara azione da rete al 43', lanciato da una finta di Gaich: il suo sinistro poco lucido incoccia Sepe. Il Parma, assente ingiustificato, si fa vivo all'ulimo minuto, e sempre da fermo (Hernani calcia alto) ma lascia intendere qualcosa: quando è messo in condizione di giocare in movimento e negli spazi (dove Gervinho avrebbe di che farsi valere) non va sottovalutato.

Infatti, la ripresa propone un differente spartito: il Benevento pare un po' seduto, il Parma (invero super-offensivo sin dalla formazione iniziale, giocoforza: avrebbe solo un risultato su tre a favore) si ripropone più ordinato, conquista campo, pressa e cresce. E da corner, in 10', trova il pari con il nuovo entrato Kurtic, che destina al fondo del sacco, liberissimo, una respinta – già miracolosa – di Montipò. Un nuovo campanello d'allarme suona 5' dopo: lo scenario si ripete, calcio d'angolo e centro di Gagliolo ignorato dalla difesa di casa. Provvede... la Var a decretare un fuorigioco che potrebbe rianimare giallorossi in apnea ed in paura. Come ci vuol poco per volgere scenari, anche mentalmente, anche con un correttivo in corsa, ed in tempo. Infatti. Dentro Caprari, fuori Lapadula e proprio dal piede dell'ex doriano parte il corner su cui Ionita incorna alla perfezione (66'). E ristabilisce le distanze, e – in particolare - gli umori (euforia, depressione), tutto nel fazzoletto di cinque giri di lancette. A seguire, cambi dall'una e dall'altra parte, maggiore potenziale offensivo ospite e... solo sofferenza: Busi fallisce la mira di poco (82'), in un finale tutto gestito dalla rabbia parmense. La delusione si materializza, con il suo carico di incertezze, a poco più di 2' dal novantesimo: arriva il primo gol di Man, lasciato – colpevolmente – solo al centro di un'area intasata dai millanta attaccanti parmensi. Si ripete, l'attaccante romeno, due minuti dopo di testa nelle crepe della difesa sannita: alto di poco. Il fischio finale fa scemare l'adrenalina e non scaccia il retrogusto della delusione parziale.

Ma, ad onor del vero, il pari è la fotografia più nitida di una gara in cui si confrontavano i due peggiori attacchi del torneo, e quello del Parma nella circostanza odierna è apparso meno improvvido e paradossalmente meno sterile rispetto a quello beneventano.

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IL TABELLINO

BENEVENTO: Montipò; Tuia, Glik, Barba; Depaoli (42' st Letizia), Hetemaj, Schiattarella, Ionita, Improta; Gaich (35' st Di Serio), Lapadula (17' st Caprari). In panchina: Manfredini, Caldirola, Tello, Viola, Dabo, Foulon, Insigne, Sau, Iago Falque. Allenatore: F. Inzaghi.

PARMA: Sepe; Laurini (1' st Busi), Bani, Osorio, Gagliolo; Kucka (32' st Cornelius), Brugman (1' st Kurtic), Hernani (40' st Conti); Man, Pellé, Gervinho (32' st Mihaila) . In panchina: Colombi, Grassi, Cyprien, Zagaritis, Bruno Alves, Dierckx, Camara. Allenatore: D'Aversa.

ARBITRO: Massa di Imperia - assistenti: Di Vuolo e De Meo - IV uomo: Dionisi - Var: Di Bello - Avar: Del Giovane

RETI: 23' pt Glik, 10' st Kurtic, 22' st Ionita, 43' st Man

NOTE. Ammoniti: Bani, Hetemaj, Di Serio