Nel dibattito elettorale pronta a entrare in campo la Relazione di fine mandato, vera e propria garanzia di controllo democratico

- Opinioni di Luigi De Nigris

Ancora pochi giorni ed il dibattito elettorale potrebbe arricchirsi di un nuovo elemento: la relazione di fine mandato prevista dal D.Lgs. n. 149/2011. Nella volontà del Legislatore questo importante documento ha infatti un duplice obiettivo: consentire all’elettore di esercitare un controllo democratico sulla gestione uscente; garantire all’amministrazione entrante, con l’inserimento di alcune informazioni obbligatorie, una dettagliata conoscenza della situazione finanziaria dell’Ente. Considerato che la norma impone l’obbligo di redazione entro il sessantesimo giorno antecedente la data di scadenza del mandato, e l’attuale amministrazione si è insediata il 20 giugno 2016, la relazione di fine mandato del Comune di Benevento dovrebbe essere redatta entro il prossimo 19 aprile.

Lo slittamento delle elezioni comunali, secondo una recente sentenza della Corte dei Conti - Sezioni riunite in speciale composizione – non inciderebbe sullo spostamento dei termini, visto che la “prorogatio” riguarderebbe solo le funzioni ma non il mandato. I dati inseriti nella relazione potrebbero però non riflettere l’esatta realtà: sia perché il Consiglio comunale non ha ancora approvato il Bilancio Consuntivo per l’anno 2020, sia perché a distanza di circa quattro anni dalla dichiarazione di dissesto non risulta ancora quantificato l’esatto ammontare della massa attiva e passiva. E’ innegabile che l’assenza di questi indispensabili elementi andrebbe ad alterare e distorce gravemente le informazioni riportate. Dal momento che la procedura coinvolge i diversi ambiti di responsabilità amministrativa, politica e di controllo (la relazione è predisposta dal responsabile finanziario o dal Segretario generale, sottoscritta dal Sindaco, certificata dall’organo di revisione e trasmessa alla Corte dei Conti regionale), saranno tutti concordi nell’elaborare, sottoscrivere e certificare l’attendibilità e la veridicità dei dati finanziari in essa contenuta?

Come già accaduto in un recente passato potremmo nuovamente ritrovarci nella palude dell’incertezza e della provvisorietà. Di fronte al solito dilemma in cui si imbattono gli amministratori: raccontare agli elettori la verità, benché spiacevole e difficile da digerire, oppure illuderli con grandi bugie? Senza alcun indugio sceglierei la prima soluzione. Innanzitutto perché sulle bugie e sulle omissioni non si può costruire niente di solido e duraturo, e poi perché, come ammoniva Confucio: “Niente è più visibile di ciò che si cerca nascondere”.