Comunali - Benevento non sia più una succursale di Ceppaloni! Generosità e impegno per far rialzare la città

- Opinioni di Claudio Mosè Principe

Caro Direttore, con riferimento alla nota di Gabriele Corona pubblicata dal Tuo giornale nella giornata di ieri, vorrei rappresentare alcune mie brevi riflessioni. Per molti aspetti, incredibilmente, mi sento di condividere quanto espresso da Gabriele. Inizierei, quindi, dai pochi motivi di disaccordo. Egli dice che non esisterebbe una coalizione alternativa al sindaco Mastella. Tale assunto è un po’ sbrigativo e ingeneroso verso coloro i quali, attraverso gruppi civici e partitici, stanno lavorando per la redazione di un programma di cambiamento della città.

È chiaro che la mera “contrapposizione” non è una ragione sufficiente a creare una coalizione di governo. Una coalizione che, in ogni caso, ha alcuni punti cardine quali il Partito Democratico, i 5 Stelle, la novità di Civico 22 e altri importanti gruppi/liste del variegato mondo civico, sociale e partitico del riformismo locale e/o nazionale.

Sono anche d’accordo che sia importante definire un programma netto, con impegni chiari. Su questo, ritengo, sia importantissimo definire le “regole di ingaggio” della coalizione medesima. Per ora e per il futuro. Sono altresì d’accordo circa la necessità che i “candidati sindaci” in campo debbano fornire le proprie opinioni su temi e problemi importanti della città. Ovviamente, si tratta di richieste legittime nei confronti dei candidati che hanno rappresentato la loro volontà in tal senso, come il dott. Moretti o la dott.sa Mollica. Altra cosa è pretendere tali chiarimenti da chi, come l’avv. Perifano, non ha manifestato una tale volontà né, per quanto mi è dato sapere, è stato oggetto di investiture e richieste da parte della Coalizione. In ogni caso, ciascun candidato che passasse dallo status “potenziale” a quello “manifesto” dovrà chiaramente rappresentare le proprie linee programmatiche e le proprie idee.

Sono anche d’accordo e trovo altamente ingiustificata l’assenza, ad oggi, di documenti che esplicitino una posizione netta sulle “acque contaminate”. Trovo giusto che si chieda la tempestiva chiusura dei pozzi di Pezzapiana dopo quello di campo Mazzoni.

In sintesi, le parole spese da Corona mi trovano pienamente concorde sui temi fondamentali. Se mi è consentito, vorrei fare delle riflessioni di carattere personale rispetto al quadro generale della politica beneventana e all’evolversi della situazione che ci approccerà alle elezioni comunali di ottobre.

Il pensiero di fondo dovrebbe avere due cardini, il primo “liberare la città” da una politica che interpreta i cittadini come sudditi o come nemici da perseguire. Il secondo, liberarsi e liberarci da una gestione “pettegola” e molto aspra della “cosa pubblica”, mai accaduta prima nella lunga storia politica della città, cui è connessa l’incredibile occupazione sistematica di tutti i luoghi di potere politico da parte di esponenti di un comune della nostra provincia.

Praticamente, in questo momento, Benevento è una succursale di Ceppaloni! Potremmo dire che dal 2017 la prestigiosa Provincia di Benevento abbia mutato nome in “Regno di Ceppalonia” con un proprio Re, una Regina ed una sparuta corte di fidati ed ossequianti signorotti e vassalli.

La battaglia che ci deve condurre alla “guerra di liberazione” è il primo atto politico fondante la natura della coalizione. Si potrebbe compendiare il tutto in poche parole: “la nostra è la coalizione di coloro i quali amano Benevento e che, tutti insieme, retrocedendo le singole legittime ambizioni, creano un programma di verità, di certezza e di non approssimazione”.

Quindi, il programma, a mio parere, deve partire, dalla soluzione immediata della situazione catastrofica in cui versano quasi tutte le contrade. Per far ciò, non basta l’impegno ma occorre uno studio profondo delle carenze di ogni contrada che confluisca nel programma di mandato. La cura e la conoscenza delle contrade è una delle carenze strutturali dell’amministrazione Mastella che tante promesse fece sul punto, mantenendone pochissime, meno delle dita di una mano.

Altro punto importante del programma, a mio avviso, è una revisione del PUC. La città è in costante calo demografico e tutte le zone D2 previste dall’attuale Regolamento per la realizzazione della piattaforma logistica, oltre alle tantissime aree fabbricabili, devono essere ridimensionate in quanto, oggi, comportano ingenti e inutili spese per la nostra cittadinanza.

Abbiamo, inoltre, un problema di intercettazione e reperimento delle occasioni di finanziamento. Per tali fini, si potrebbero prospettare due nuovi assessorati, uno in riferimento alle contrade, il secondo destinato al miglior procacciamento dei fondi pubblici, ad ogni livello.

È necessario anche “mettere mano” all’ASIA perché i nostri cittadini, tra i più diligenti ed impegnati nella raccolta differenziata, sono costretti a sostenere spese incredibili. Nelle contrade, addirittura, il servizio è assente ma il tributo è puntualmente presente.

Questi sono alcuni dei temi dirimenti che volevo portare all’attenzione di tutti. Altri, parimenti importanti, ve ne sarebbero. Saranno le commissioni e i tavoli già organizzati e a lavoro ad ottemperarvi al meglio.

Concludendo, voglio ringraziarTi, Direttore, per avermi concesso questo spazio di riflessione, precisando e ribandendo che la mia presenza nella Coalizione per il Cambiamento è e sarà improntata al massimo rispetto reciproco nonché esplicitata in punta di piedi.
Claudio Mosè Principe - Civici in Comune.