L’insostenibile leggerezza delle chiacchiere del “centrosinistra” in attesa della scelta del candidato sindaco

- Opinioni IlVaglio.it

L'assenza dal dibattito politico in chiave elettorale, qui a Benevento, di tutte le parti in causa con l'eccezione quotidiana dell'unica davvero connessa al momento in cui la cittadinanza sarà chiamata a scegliere per palazzo Mosti (serve ricordare quale?), viene alleggerita ogni tanto da qualche dichiarazione autonoma sotto forma di nota stampa, o nel caso più 'spinto', addirittura qualche “intervista”.

E' il modo più classico per riempire il vuoto. D'altronde, per giocare nel campo di chi sembrerebbe più accreditato a sfidare con possibilità di successo l'egemonia mastelliana, e cioè il “centrosinistra” (virgolette d'obbligo e visione larga, molto larga...), quando si legge che “mentre nel campo avversario ogni giorno si annunciano gli accordi raggiunti con nuovi portatori di voti da questo lato le forze di alternativa sono concentrate a discutere nei tavoli di lavoro sul futuro programma di governo da consegnare alla città”, scatta la molla del riflesso proverbiale: “Mentre 'o miedeco sturéa, 'o malato se ne more” (non crediamo ci sia bisogno di traduzione, da queste lande).

Oppure quando addirittura si giunge a un estremismo come: “Noi lavoriamo alla stesura di un programma di governo utile alla città”, sorge spontanea la domanda: c'è magari chi lavorerebbe, in vista di cruciali elezioni, a un programma di governo inutile per la città?

Ecco, superato lo sgomento per la profondità di pensiero, non ci resta che continuare a leggere avidamente il distillato politico in forma di perle di saggezza; in attesa che le dispute sui nomi, esempi da portare al ludibrio dell'opinione pubblica, si volgano all'atto di concordia di individuazione dell'elevato del centrosinistra. Perché solo tale potrà essere chi verrà fuori dal brainstorming del giovedì (stile il club di Isaac Asimov...).