Perifano e la candidatura a sindaco nella coalizione che sta recitando il ruolo dei capponi di Renzo

- Opinioni di Carlo Panella
Luigi Diego Perifano
Luigi Diego Perifano

Luigi Diego Perifano ha scritto (clicca qui per leggerlo) sulla sua candidatura a sindaco di Benevento - da altri ventilata, auspicata, avversata o paventata - in contrapposizione a Clemente Mastella, già eletto nel 2016 per il centrodestra. Perifano a guida, quindi, del centrosinistra allargato “in fieri”, comprendente PD, M5S e varie altre forze: in particolare Civico22, associazione che ha anche avanzato un proprio candidato a sindaco, nella persona di Angelo Moretti.

In sintesi, Perifano dice che in città andrebbero superati gli egoismi di parte, per una politica “fatta di coraggio e concretezza, solidarietà e voglia di futuro, affidabilità e spirito di servizio”. Constata però che il dibattito sin qui non è stato indirizzato in questa “giusta direzione”. E che “allo stato non c’è una coalizione che sappia proporre ai beneventani un’alternativa all’amministrazione in carica per le difficoltà a uscire delle dispute nominalistiche”. L’ipotesi di una propria candidatura sembra cadere: l’avvocato dice di non avere ambizioni personali, di non volersi candidare, di non aver autorizzato alcuno a fare il suo nome, per cui non vede “la ragione di ostruire il percorso verso la ricerca di altre e giuste soluzioni che possano raccogliere il massimo della condivisione”.

Viene subito quindi anche da dire che, se invece ci fossero in detta coalizione lo spirito nuovo da lui descritto e il massimo della condivisione sul suo nome, l’odierno “non posso e non voglio”, se non cadere del tutto, potrebbe probabilmente vacillare. Ma è una chiosa, al merito ci arrivo tra un po’, prima qualche rigo sul mancato (?) candidato.
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Perifano, 62enne, dopo una lunga militanza nel PSI, si candidò a sindaco, per il PDS, alla guida del centrosinistra, nel 1996, contro la destra alleatina di Viespoli e il centrodestra mastelliano di Camilleri. Al primo turno lui fu il più votato, ma perse al ballottaggio contro il sindaco uscente (Viespoli) che raccolse la gran parte dei voti per i candidati sindaci perdenti espressi al primo turno (Forza Italia e il CDU furono entrambi ufficialmente accolti sulla scheda da Viespoli). Va quindi anche ricordato che nessuno dei due allora arrivati al ballottaggio si accordò con i mastelliani.

Dopo quell’esperienza, Perifano, oltre a svolgere la sua attività professionale di avvocato, sul piano pubblico, tra l’altro: dal 1999 al 2010, su designazione di Confindustria Benevento, ha svolto le funzioni di coordinatore del Comitato tecnico del “Patto Territoriale della Provincia di Benevento; dal novembre 2005 al settembre 2010 è stato Direttore Generale dell’Agenzia di Sviluppo della Provincia di Benevento “Sannio Europa”; fino al luglio del 2011 ha ricoperto l’incarico di Amministratore Unico della Samte, società operante nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti; infine, su proposta dell’allora presidente della Provincia di Benevento Cimitile, dal 14 maggio 2012 e fino alla fine del 2018, è stato presidente del Consorzio ASI, area di sviluppo industriale di Ponte Valentino. Dal 2016, su un altro versante, presiede il Comito locale della Lega per i diritti dell’uomo (Lidu).
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Perifano, dunque, in vari campi, è stato uno degli esponenti non secondari della locale classe dirigente, con un’esperienza lunga e vasta di amministratore di enti pubblici che si è sommata alla conoscenza della materia amministrativa per la professione svolta. Se quindi non può essere “il nuovo”, che da qualcuno di quella coalizione viene auspicato, sicuramente vanta politicamente una continua presenza nel centrosinistra e personalmente una “capacità di sapere leggere e scrivere”, come usa dirsi, per il compito per il quale è stata affacciata la sua candidatura: capacità che è merce così rara che, a 25 anni dalla sua ultima esperienza elettorale, a lui si è fatto ricorso.

Insomma, una candidatura che non sarebbe una rivoluzione, ma neanche un’invenzione estemporanea. Una scelta, dunque, sicuramente più che plausibile per quella coalizione di centrosinistra allargato.
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Come lo è quella di Angelo Moretti, 43enne, progettista sociale, cattolico praticante e “partecipante”: presidente nazionale dei Gruppi Giovanili di Volontariato vincenziano dal 2002 al 2006; presidente e cofondatore del Centro Servizi al Volontariato della Provincia di Benevento (Cesvob) dal 2004 al 2007; coordinatore Caritas Diocesana di Benevento dal 2011 al 2018; presidente della Rete di Economia Sociale Internazionale Res-Int, della Rete di Economia civile “Sale della Terra” e Referente della Rete dei Piccoli Comuni del Welcome, infine cofondatore dell’associazione Civico22 che lo propone come primo cittadino dei beneventani.

Moretti che, per usare le parole di Perifano, non è o non è ancora una soluzione che raccoglie il massimo della condivisione della coalizione che, forse non a caso, sta tardando non poco a individuare il candidato sindaco non avendo un altro nome da opporgli.
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Ritardo comprensibile, per l’avvenuto rinvio delle elezioni dalla primavera all’autunno, ma non più giustificabile. Perché, a un sindaco in carica che fa incessantemente campagna elettorale ogni giorno, non gli si può lasciare libero il campo, per mesi, senza l’avversario a proporre e propagandare l’alternativa, casa per casa, quartiere per quartiere, in questa città tanto separata al suo interno.

Ora, una cosa deve esser chiara ai componenti di questa coalizione: se si userà questo tempo per far cadere, ad esempio, dopo quella di Perifano, anche quella di Moretti, magari anche al costo di sfasciare la nascente coalizione, allora gli stessi devono anche sapere che, di fatto, stanno lavorando per Mastella, oggettivamente.

E, indugiando, stanno operando per la - al momento, più che improbabile - permanenza a Palazzo Mosti del ceppalonese. Isolato com’è: per la sua pessima gestione della città e per la sua storia di viandante della politica che lo vede inviso a destra, al centro e a sinistra, e solo capace di attrarre qualche pezzo rancoroso, di minoranze dei vari partiti in cerca di spazi che non trovano più dove sono stati (I quali, solo per inciso, più che altro fanno sorridere: pensano che possono essere loro, e non viceversa, a usare il tram-Mastella, il più abile, disinvolto e spericolato manovratore della politica).

Dunque, si entri nel merito della candidatura a sindaco. Quella di Perifano avrebbe potuto (potrebbe?) esserlo. Allo stato l’averla fatta ventilare, così come è stato fatto, ha solo significato esporla a bruciatura. Quella di Moretti, intanto, dagli stessi "cuochi" pare proprio che la sia stia facendo rosolare, a fuoco lento, ma per portarla allo stesso destino.

Ebbene, quelli tra loro che hanno letto il Manzoni, almeno, dovrebbero ricordare il comune destino delle “quattro teste spenzolate” dei capponi di Renzo che “s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”. E qui e ora a Benevento, l’inutile Azzeccagarbugli, il dottor delle cause perse, manco c’è.