Benevento - La polemica tutta politica sulla registrazione di uno spettacolo per la Rai

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L'auditorium S. Agostino - Foto di repertorio
L'auditorium S. Agostino - Foto di repertorio

E' solo politica, naturalmente. La principale chiave di lettura della feroce polemica montata a proposito del Concerto di Pasqua registrato all'Auditorium Sant'Agostino e che andrà in onda su Rai Due (dunque aperto alla scelta di una platea nazionale) lunedì in Albis, il 5 aprile. Ha aperto le danze il presidente del Conservatorio Antonio Verga (leggi su IlVaglio.it), che ricordiamo molto vicino a Claudio Mosè Principe, che ricordiamo molto vicino al primo cittadino Mastella, che ricordiamo oggi esserne nuovamente avversario.

Sulla stessa lunghezza d'onda dapprima s'è sintonizzata l'associazione Città Aperta, che ha due consiglieri comunali di opposizione (Delia Delli Carri, Italo Di Dio) tra i suoi fondatori (leggi su IlVaglio.it) e poi s'è coagulata 'parte' dell'opposizione consiliare (leggi su IlVaglio.it).

Ha rintuzzato gli attacchi, per interposto assessore agli Spettacoli Alfredo Martignetti (leggi su IlVaglio.it), l'amministrazione comunale cittadina, ovvero il sindaco Mastella.

La cosa è nota: inopportunità e poco rispetto di norme e vittime, da un lato; vetrina per le bellezze della Città, dall'altro.
Posizioni, ovviamente, inconciliabili. Che forse si sono spinte un po' oltre per sfruttare la scia di un populismo emozionale.

Allestire uno spettacolo a uso della tv non può essere considerata una modalità in “dispregio dei 5000 morti della Campania” (Verga): fosse vero, dovrebbe oggi bandirsi nel Paese qualsiasi manifestazione di (ritenuta) 'leggerezza'. E comunque mostrano disprezzo più i contravventori delle poche buone usanze cui adeguarsi in tempi di Covid: fra mascherine giù, assembramenti su, strafottenze varie.

Al tempo stesso, l'assessore Martignetti, nel respingere le 'accuse' di Verga, s'arroga il diritto di parlare a nome della “comunità”, che egli come è ovvio rappresenta, politicamente, solo in parte, ma soprattutto dimostra la tipica cifra del 'potere' (peraltro in diretta dipendenza della valutazione precedente): quella dell'insofferenza alle critiche intesa come capacità di far emergere motivazioni valide alla base della propria posizione. Invece arriva a chiedere che Verga si dimetta dalla carica (Presidente) occupata al Conservatorio, non si sa bene in base a quale principio se non quello della fedeltà al suo mentore di turno - per contrario, già questo sarebbe sufficiente a chiedere le sue, di dimissioni, non rilevandosi, nelle parole che ha speso sui media, un autonomo sguardo oggettivo su alcuni aspetti della serata di intrattenimento.

Perché una cosa è più chiara di tutte, grazie anche alla documentazione fotografica pubblicata sui media: lo spot promozionale per Benevento si è rivelato di gran lunga l'occasione istituzionale, per qualcuno, di 'esserci' all'atto della registrazione dell'evento (per dire appunto 'io c'ero', che è il piccolo modo di contare più del due di coppe con briscola bastoni); per qualche altro di rappresentare, anche in divise di ordinanza, le proprie appartenenze senza che ciò fosse davvero necessario data l'impossibilità per il semplice appassionato (leggasi pure cittadino) di poter assistere dalla platea allo spettacolo; per qualche altro ancora di occupare uno spazio in video alla stregua di una foto su manifesto elettorale.