Benevento - Nota polemica del Comitato verso l'assessore Giorgione

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Luca Coletta
Luca Coletta

Per il Comitato Giù le Mani dai Pini scrivono Luca Coletta e Francesco Di Donato: Quando bisogna sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità niente di meglio di un diversivo. Un principio che l’assessore all’ambiente non manca mai di applicare. Ultimo caso, quello delle proteste sulle capitozzature dei platani di Porta Rufina a Benevento. Invece di rispondere nel merito, sul perché nel 2021 in barba al decreto ministeriale del 2020 e al regolamento comunale del 2015 vengano ancora praticate selvagge capitozzature a Benevento, molto meglio dileggiare gli interlocutori con un po’ di facile ironia sull’incontrollato proliferare di comitati. Al diretto interessato sarà sembrato un capolavoro di rara arguzia quel diversivo che contemporaneamente raggiunge l’obiettivo di svilire quelli che lui considera avversari, ridotti con atteggiamento di vacua superiorità a sigle che si pesterebbero i piedi l’un l’altra. Come se ciò - ammesso pure - potesse essere più importante del modo in cui chi ci amministra esercita il suo mandato.

Comunque, Giorgione può mettersi l’anima in pace, perché il proliferare di associazioni e cittadini che protestano a noi fa molto piacere. Due anni fa eravamo solo poche persone che cercavano di darsi da fare per arginare una scelta assurda come la distruzione di centinaia di pini, portata avanti con una leggerezza di caratura ineguagliabile. Via via quel piccolo gruppo è diventato un comitato più numeroso, a cui si sono affiancate singole voci critiche e altre associazioni impegnate in una battaglia bella - estetica ed etica -, estensibile a tutte le zone della città e a tutte le scelte analoghe che si continuano a perpetrare a danno del verde pubblico.

Il valore di una città si vede anche dal modo in cui vengono trattati i beni collettivi, in particolare quelli che hanno bisogno di cura come il verde e i monumenti, e dal livello di partecipazione e dalla capacità d’indignazione della cittadinanza.

Ora, l’assessore Giorgione - se avesse maggiore considerazione di chi amministra - dovrebbe essere contento del numero di associazioni e cittadini che intervengono. Perché questi interventi sono indice di un’accresciuta sensibilità e di una vivacità inaspettata. Si tratta di persone che vogliono dare il proprio contributo alla creazione di una città migliore, più civile e vivibile, al passo con istanze ambientali e di tutela del paesaggio ritenute ormai ineludibili a livello europeo.

Un assessore che prenda seriamente il proprio mandato e il rendere conto del suo operato ai cittadini, anziché ridicolizzare chi dissente e affermare apoditticamente che gli uffici comunali hanno sicuramente fatto il loro dovere affidando i lavori a personale adeguato (altrimenti interverrebbe la magistratura), farebbe bene a consultare giornalmente leggi e regolamenti e a occuparsi “ab origine” di controllare che gli uffici comunali facciano rispettare le norme esistenti in materia e - nel caso di specie - le corrette pratiche arboricolturali. Prima e non dopo, quando ormai sono stati prodotti danni incalcolabili. La vicenda dei pini avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Innanzitutto, che non si può procedere ad azioni distruttive, rozze, animate da motivazioni eterogenee che nulla hanno a che vedere con la cura dei beni pubblici e della sicurezza dei cittadini, partendo da assunti indimostrati come quello che centinaia di pini sono pericolanti. Secondo, che ancor prima e contemporaneamente non si può venire sistematicamente meno ai propri doveri, omettendo per anni una seria quanto agevole manutenzione di quegli stessi alberi.

Insomma, tutto dipende da come s’intende il ruolo di amministratori. Se lo s’intende come servizio alla città, non si può che essere compiaciuti di cittadini che combattono per il rispetto dell’ambiente e delle regole e per un’azione del pubblico attuata con rigore, competenza e amore. In caso contrario: vietato disturbare il manovratore!