Il Diario dell'Argonauta. 20 - La primavera è arrivata col botto, anzi con due

- Cultura Spettacolo di Anteo Di Napoli
Festeggiamento dopo il gol di Gaich alla Juventus
Festeggiamento dopo il gol di Gaich alla Juventus

In mattinata avevo affidato a Alfonso, l’amico di una vita, le mie speranze sulla pandemia, mutuandole dalla Prima Guerra mondiale. “La terza ondata potrebbe essere come la “Kaiserschlacht” (battaglia per l’Imperatore)”, gli ho detto, l’offensiva tedesca di primavera sul fronte occidentale, estremo tentativo di vincere prima dell’arrivo massiccio dei nordamericani. Dopo importanti successi iniziali, la spinta si esaurì e la Germania, alla fame per il blocco navale britannico, subì la controffensiva estiva alleata, arrendendosi l’11 novembre 1918. Similitudine ottimistica, fondata sull’effettivo arrivo dei “rinforzi” nordamericani (i vaccini) e sul mettere a tacere le “previsioni” di chi, ancora poche settimane fa, irrideva alla terza ondata, leggendo i dati come l’osservatore che pronosticasse l’arrivo appaiato tra una fuoriserie e un’utilitaria, basandosi sulla foto nell’attimo del sorpasso.

Alfonso ha però intuito che volessi distogliere l’attenzione dagli eventi calcistici della giornata, con due partite emotivamente pesantissime per me.

In pomeriggio, Juventus-Benevento, sfida tra la squadra che “meno amo” e quella della mia città natale, seconda nel mio cuore, essendosi affacciata ai grandi palcoscenici solo nella mia tarda età (fino a cinque anni fa non era mai stata neppure in serie B). In una riedizione del duello biblico, narrato nel I Libro di Samuele, il Davide sannita, Adolfo Gaich, ha abbattuto il Golia bianconero Cristiano Ronaldo.

In serata, Roma-Napoli, forse la partita che più sento, contro la squadra della meravigliosa città in cui vivo da più di sette lustri e della quale tuttavia mi sento solo residente. Nonostante la rassicurante doppietta di “Ciro” Mertens, il fiammingo napoletano che si esalta alla vista del giallorosso, ho vissuto la partita in stato agonico fino all’ultimo secondo del recupero, tanto da essere “costretto” a rivederla sulla TV romanista, per apprezzarne i contenuti tecnici...

“La primavera non si ferma con il rosso”, aveva scritto su Instagram la mia amica Arianna (romanista). Ma passa con l’azzurro, aggiungerei io!