Forza Italia che nel Sannio ‘svela’ la “violenza sugli uomini da parte delle donne”

- Opinioni IlVaglio.it

La borsa o la vita? Una volta un film, poi pure un libro. In ambito criminale un'alternativa, la facoltà concessa (alla vittima) di decidere, e scegliere. Infine, l'evoluzione: la borsa e la vita come piatti di una bilancia su cui pesare il grado di violenza insita nella minaccia. Che si tiene in pari, a leggere l'edificante nota della responsabile sannita del Dipartimento Pari opportunità di Forza Italia, Mariacarmela Fucci. La quale, nel ricordarci che il fenomeno non va distinto per sesso, perora la causa a suo dire troppo nascosta della “violenza sugli uomini da parte delle donne” - e spazza via così un immaginario costruito evidentemente su un 'mainstream' sopravvalutato.

L'insieme di luoghi comuni affastellato nel testo (leggi su IlVaglio.it), a partire appunto dalla 'rapina' perpetrata ai danni del maschio-marito incapace di far fronte alle richieste di elevato tenore di vita provenienti dalla sua esigente metà o trasformato in “bancomat” da ex mogli arpie e ricattatrici quando di mezzo ci sono figli, eccetera, fino all'apice della mancata denuncia a causa di profonda vergogna per “lesa virilità” non costituiscono materia di indignazione ma sono fonte cristallina per un consiglio bonario: magari non è il caso che Pari opportunità così svilite sconvolgendo con rivoluzionarie tesi la visione del problema (negli esempi citati talvolta viene risolto in tribunale attraverso una causa di divorzio; in quelli taciuti l'uomo si fa direttamente giudice ed emette sentenze: di morte...) continuino a essere rappresentate, nel Sannio, dalla Fucci.
Ma questo rientra nella sfera delle decisioni di un partito dal quale, al più, sarebbe corretto le donne si tenessero lontane quando si tratterà di inserire una scheda nell'urna.

Va colto, invece, fior da fiore di qualche educativo passaggio, non astutamente avulso ma in armonia perfetta col testo. E così eccoci a fronteggiare la messe di dati per cui è vero che “tutti i giorni sentiamo di donne aggredite, violentate e uccise ma, accanto a tale forma di violenza, ve ne è un'altra altrettanto grave ma taciuta”. Una piccola ricerca permette di cogliere il risultato (proprio 'sportivo') dell'impari confronto: rispetto a 'maschicidi' dei quali purtroppo una memoria (in tutta evidenza...) ideologizzata e selettiva non favorisce il ricordo, con quello consumatosi a Napoli qualche giorno fa, una dozzina di coltellate inferte alla compagna tanto per gradire sulla gravità, siano al 12° femminicidio dall'inizio dell'anno (110 nell'anno trascorso, il 2020, uno ogni tre giorni o poco più). E chissà che il rosario di donne morte per mano di uomini magari non aiuti a comprendere meglio (nel senso di peggio) un'altra affermazione della Fucci, secondo cui la “violenza non ha genere e quella sugli uomini esiste e, seppur apparentemente più lieve rispetto a quella sulle donne, è sicuramente molto più subdola”.

E' quel filo sottile che lega i due aggettivi – grave/lieve – a fornire la giusta traccia per un uso consapevole della lettura come del consueto tentativo di tenere assieme istanze diverse con l'obiettivo, dichiarato o meno, di inquadrare il fenomeno della violenza di genere (art 1 della dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne) in violenza senza genere.