Il Benevento gioca male, si sveglia tardi e perde contro la Fiorentina (1-4)

- Sport IlVaglio.it
Artur Ionita
Artur Ionita

Se il Benevento giocherà ancora come il primo tempo, nella maniera purtroppo vista più volte in queste ultime settimane, allora continuerà a perdere, e malamente, come è accaduto, tra le mura amiche, oggi pomeriggio contro la Fiorentina (1-4).
Se invece sarà messo meglio in campo e affronterà la gara, come ha fatto nella prima metà della ripresa, allora si potrà continuare a sperare di evitare la retrocessione in Serie B.

Perché i viola hanno letteralmente fatto ciò che hanno voluto nella prima frazione di gioco, riuscendo ad andare in rete per tre volte e con lo stesso calciatore: il non certo irresistibile serbo Vlahovic.
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La prima volta già all’8°: Viola manca di testa un pallone a centrocampo, si apre una prateria per l’intramontabile Ribery che vola verso l’area giallorossa, vi entra, serve Eysseric che rimette la palla verso il centro: il legnoso Glik lascia libero il centravanti ella Fiorentina che, indisturbato, marca lo 0-1.
Al 13° Martinez Quarta si divora il gol del raddoppio da pochi passi, davanti a Montipò.

Poco male per gli ospiti, perché al 26° su cross di Eysseric ancora Martienz Quarta incorna, Montipò fa un paratone, ma i lenti difensori sanniti non sono pronti sulla ribattuta e lasciano ancora il serbo libero di segnare il gol dello 0-2.
Per vedere impegnato invece il portiere toscano bisogna attendere il 30°: Hetemaj lancia in area Gaich che tira, ma Dombrowski respinge.
Il 3-0 Vlahovic lo segna al primo minuto di recupero. Riceve il pallone a metà campo, si libera senza problemi del macchinoso Glik si porta al limite dell’area, senza che nessuno lo contri, e sferra un tiro a giro imparabile per il portiere sannita.
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Inzaghi si rende conto negli spogliatoi del pasticcio creato mettendo assieme Viola e Schiattarella, facendogli pestare i rispettivi piedi e lascando intanto degli spazi enormi ai toscani; così toglie Viola, lo sostituisce con un decisamente più attivo Insigne. La gara cambia totalmente.

Schiattarella sale in cattedra e il Benevento chiude nella propria area la Fiorentina. Su corner calciato da Caprari al 56° arriva la rete dell’1-3: la segna di testa Ionita.
La gara potrebbe riaprirsi al 61°, ma Gaich si mangia a un metro dalla porta un bell’assist di Insigne, solo sfiorando il pallone che andava solo toccato decentemente per finire nel sacco.

Al 62° Caprari fa una bella serpentina in area viola ma il suo forte tiro poi è centrale e Dragowski lo respinge. C’è poi un evidente fallo di mana in area di Caceres. Il rigore in questi casi viene generalmente concesso, ma sappiamo come va in Italia: né l’arbitro in campo, Giacomelli, né quello al VAR (Maresca) lo vedono e quindi, “innovano…”, tornando a considerare il fallo di mano involontario.
Il Benevento continua però a premere, fino alla clamorosa sciocchezza di Schiattarella (comunque il migliore dei sanniti): regala nella propria metà campo il pallone a Ribery che parte verso l’area sannita, la palla alla fine del contropiede finisce a Eysseric che con un pallonetto batte Montipò: 1-4 e la gara di fatto finisce lì.
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Era uno spareggio salvezza, perché la Fiorentina, fino a oggi, aveva gli stessi punti del Benevento (pur avendo una rosa di giocatori enormemente superiore), ma i sanniti purtroppo l’hanno perso in malo modo.

Domani si giocano Torino-Inter e Cagliari-Juventus, partite che – sulla carta – non dovrebbero far avvicinare le due più pericolose avversarie nella lotta per la retrocessione. Ma lo stesso ragionamento dovrebbe anche valere per l’ultima gara del Benevento, prima della sosta, domenica prossima alle 15, proprio a Torino contro i bianconeri…

Nulla è perduto ancora, sempre che non si continui a perdere. E magari si ricominci a vincerne qualcuna. L’ultima vittoria (a Cagliari 1-2) risale al 6 gennaio, da allora in 11 gare 5 pareggi e 6 sconfitte. Bisogna, nelle altre 11 partite che mancano, decisamente dare e fare di più.