La vicenda della mensa scolastica di Benevento denunciata, persa nel tempo e infine a giudizio

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Mensa scolastica, e non solo: il primo snodo giudiziario (leggi su IlVaglio.it) è venuto dopo oltre un lustro. Quando scoppiò la vicenda, al netto dello scalpore e dell’indignazione la pila di articoli, pagine web, servizi radiotelevisivi avrebbe dato vita ad un corposo volume multimediale; dopo anni, ovviamente, è dimagrita la lista delle imputazioni e, al netto del dovere professionale degli operatori dell’informazione, è scemata pure l’eco mediatica. Quei.. bei tempi evocati con (una ritenuta) ironia da ‘Ottopagine’, che parla di “inchiesta rimbalzata all’attenzione dell’opinione pubblica dal dicembre del 2014, anche per la celeberrima ‘pasta e ceci’ che aveva ‘eccitato’ taccuini e porta-microfono bisognosi di accompagnamento” (ci fu anche una video-inchiesta del Corriere della Sera, ad esempio). Beh, un commento che, fra le righe, fa emergere il senso provinciale del primato tutto locale che dovrebbe sempre riconoscersi all’informazione giudiziaria. E che non rende (appunto) giustizia all’esito del clamore della pasta e ceci, ovvero non spiega se servì o meno.

Conviene andare oltre, ricordare almeno la pervicacia di associazioni e legali, predisporsi alle successive evoluzioni. Magari annotare come, in fondo, il tempo trascorso risulti essere già una sconfitta della (e per la) memoria: sarà certo tutto da dimostrare, ma qualcuno in tribunale ha per ora creduto a una impostazione che ha rivelato particolari non edificanti di un servizio i cui destinatari sono stati i soggetti più deboli e indifesi in assoluto (destinatari... anche di un qual certa parsimonia in termini di solidarietà).

E annotare, infine, l’inanità della politica. Che chiamò sé stessa (in prima istanza) all’autodifesa: ”Da palazzo Mosti nessun problema o criticità è stata riscontrata” (Gazzetta di Benevento, 5 dicembre 2014), lasciando affiorare il dubbio sulla efficacia e la costanza dei controlli richiesto da una materia così delicata per l’utenza di destinazione.
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P.S.: Dubbio che almeno nell'attualità la politica ha dissipato dinanzi all'opinione pubblica (e va riconosciuto) sui comportamenti conseguenziali sbandierati in tempi di luna di miele elettorale: “Per quanto ci riguarda, se le cose stanno così come prospettato dall’indagine in corso, e temiamo purtroppo che sia così, ci costituiremo parte civile perché nulla abbiamo a che spartire con fatti e situazioni che non solo disonorano chi li pratica, ma creano giustificati motivi di rancore nelle famiglie dei bambini e dei degenti che hanno subito tali pratiche”, ebbe a dire il sindaco Mastella il 9 novembre 2016. E' stato fatto.