Lo scontro in vista delle Comunali di Benevento deve restare sul terreno politico

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Quando i fatti, reali o presunti, si mescolano con gli atti il risultato è certo una grande confusione. L'accavallamento mediatico insorto all'indomani della conferenza stampa del Consorzio Sale della Terra, con note stampa a go-go a sostenere le contrastanti versioni, ha creato il classico polverone allontanando la nitidezza di un obiettivo davvero 'politico' (che è quello di scalzare l'attuale governo cittadino, col voto popolare). Perché il limite della conferenza stampa del soggetto associazionistico è stato quello di dare volutamente corpo a un fumus persecutionis.

Spostando quindi sul versante della politica quello che si è ritenuto un accanimento amministrativo (contro un Centro sociale, contro un Caffè, contro uno Sprar). Quest'ultimo, come appunto tutte le repliche degli assessori comunali interessati per settore di competenza e in parte dello stesso sindaco si sono affannate a dimostrare, fondato sul prodotto più classico della burocrazia: le carte. E quelle cantano (quando e se vengono esibite dalle parti).

E' come se a un contribuente – magari impegnato o che nutra aspirazioni in politica - giungessero per anni in fila una serie di cartelle di pagamento dell'Agenzia della Riscossione: prima ancora che una manifestazione di ostilità dell'Amministrazione Finanziaria nei confronti dello stesso si ragiona sul merito, se cioè la pretesa sia o meno corretta.

Dunque sarebbe un bel po' 'ingenua' la compagnia Mastella a perseguitare un (possibile) avversario politico con il rischio di farlo diventare una sorta di martire, e d'altra parte la medesima compagnia Mastella si gioverebbe dei toni alzati poi costretti ad abbassarsi causa qualche inciampo amministrativo altrui, sempre possibile. E che comunque è appunto su altro piano rispetto alla politica.