Lo scontro su una presidenza di commissione in Consiglio Comunale funzionale alla visibilità personale…

- Opinioni IlVaglio.it

Uno-a-Uno, per ora: apre Mollica, poi Saginario. In attesa magari dell’assist decisivo per la prima dal Ministero, la cui entrata in campo ha fatto gridare allo scandalo l’avversario (Luigi De Minico su Gazzetta di Benevento ha inteso la mossa come poco rispettosa delle istituzioni locali). Per ora questa la sintesi della tragicomica vicenda della Presidenza della Commissione consiliare Mobilità al Comune di Benevento.

Che le parti in causa, l’opposizione a Mastella – il 2 dicembre scorso - e la (chissà) maggioranza mastelliana – l’11 febbraio – hanno provveduto a occupare facendo una conta autonoma, ovvero partecipando solo loro una volta per parte… anche se, nel secondo caso, quello più recente, la validità del numero legale s’è avvalsa della presenza del Pd ‘ufficiale’ (alla seduta c’era Cosimo Lepore), che sappiamo poi essere quello ‘non ufficiale’ quanto alle posizioni di partito.

In proposito, all’atto della votazione Lepore (e con lui dunque la rappresentanza in Consiglio comunale), mandando il solito segnale contraddittorio e irritante nella sua scelta immotivata e non belligerante, si è… astenuto, assieme alla Pedà (che ha dichiarato di votare solo per sé stessa non condividendo gli indirizzi del Gruppo Misto di cui è parte): su Saginario convergenza, invece, dei voti di Chiusolo, Callaro, Capuano, Aversano e Zanone.

La presidenza di Annamaria Mollica, frutto di una autoconvocazione delle sole forze di segno contrario all’attuale amministrazione (leggi su IlVaglio.it), è durata (virtualmente) poco più di due mesi, essendosi infranta sul parere negativo della Segreteria Generale del Comune (“che ritenne non valida la seduta” del 2 dicembre) - ovviamente disconosciuto dalla stessa in attesa della pronuncia evocata ed invocata da Roma – che ha permesso la riconvocazione della seduta (con l'esito avversato da Mollica (leggi su IlVaglio.it).

Fra recriminazioni di segno e senso interpretativo opposto si andrà avanti ad libitum: la storia, infatti, ha il sapore di una banderilla da piantare nel corpo dell’avversario, senza che lasci un segno profondo, tale cioè da costituire un esempio decisivo di ‘malapolitica’ dell’amministrazione in carica.

Quest’ultima, del resto, ha già fatto tutto da sé nel corso di un disastroso quinquennio. Ma è comprensibile pure che a una manciata di mesi dalle elezioni le questioni di puntiglio, come il convocarsi per eleggere una Presidenza di Commissione, e che certo tengono proprio col fiato sospeso l’opinione pubblica curiosa di sapere come andrà a finire, siano funzionali alla visibilità personale…