Il terreno comune comunicato dagli antimastelliani a Benevento che però ancora non fanno sapere se saranno uniti

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Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

Il 'manifesto' di Civico 22 in vista delle elezioni amministrative a Benevento (leggi su IlVaglio.it: https://www.ilvaglio.it/article/12744/a-benevento-il-covid-e-onnipresente-nella-bacheca-social-del-sindaco-per-poi-sparire-in-qu.html) è stato tale non solo nell'evidenza pubblica data alle iniziative progettuali ma anche fisicamente, come una volta: affisso cioè ai muri della città sin dai primi giorni del nuovo anno. Un mese e passa dopo, ecco il 'manifesto' del MoVimento 5 Stelle (leggi su IlVaglio.it: https://www.ilvaglio.it/comunicato-stampa/39227/benevento-elezioni-amministrative-il-039manifesto039-del-m5s.html), sul medesimo argomento (il rinnovo del parlamentino di palazzo Mosti), che ha però inteso sfruttare soprattutto i canali mediatici.

L'intenzione dichiarata, per entrambe le associazioni/movimenti di cui sopra (ma il secondo è ormai un vero e proprio partito anche se non lo sa, o ritiene di esserlo...), è la chiamata all'urna nel segno della cesura con l'esperienza mastelliana. Dunque, eccole muoversi su un terreno comune, che rivela le sue affinità – di carattere generale - anche negli aspetti minuti del programma: “l'area terminal, la metropolitana leggera, la programmazione degli spazi per l’infanzia, il rilancio del welfare generativo (budget di salute, reddito di cittadinanza, budget educativi), la visit-Benevento come card per i turisti, la ripresa degli spazi verdi abbandonati e delle piste ciclabili e la rimozione immediata del divieto di andare in bicicletta sul corso Garibaldi, l’introduzione di un Piano di Mobilità Urbana sostenibile, la valorizzazione dei fiumi” dell'uno si presenta come un coacervo di proposte che si sovrappone perfettamente ad alcuni degli aspetti portati all'attenzione dell'opinione pubblica da parte del secondo in tema di “acqua bene comune, ambiente, energia, scuole, territorio, mobilità, sviluppo, inclusione sociale, partecipazione, cultura, turismo, arte, sport, connettività, agricoltura, innovazione digitale” – sintetizzati nelle “Cinque V: Viva Verde Visibile Vivibile Vincente” (il soggetto è Benevento) -.
Ed è probabile che da certe direttrici non deraglino gli altri movimenti e associazioni 'civiche' che puntano al cambio della guardia politica in via Annunziata.

La lettura dei due paradisi che attendono i beneventani naturalmente va fatta con le dovute precauzioni. Se a ogni enunciato (di qualsiasi provenienza) dovesse corrispondere una sua traduzione nella pratica giammai si avvertirebbe il bisogno tanto di elezioni, quanto di cambiamenti: difficile ipotizzare che, a monte, il bene pubblico non sia l'obiettivo davvero 'supremo' delle forze in campo, fatte salve sfumature ideologiche le quali, però, ben di rado entrano in gioco in un appuntamento elettorale sul territorio.

Pertanto, a valle, quel che conta in termini elettorali – e dunque politici - è il concetto di prossimità, che Civico 22 e M5S hanno mostrato attraverso i rispettivi 'manifesti': sono compatibili, ma ancora oggi non è dato sapere se possono convivere sotto lo stesso tetto.

A proposito: i più 'riflessivi', mettiamola così, paiono essere proprio gli esponenti del Pd, sempre pronti ad intavolare qualcosa e, allo stato dei fatti, un po' meno pronti quando si tratta di comunicare almeno la cornice nella quale inscrivere un disegno politico per il quinquennio a venire.