La parità di genere che in politica non c'è. E che a Benevento lascia il passo alle lodi per gli uomini

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Il celebre manifesto "We Can Do It" di J. Howard Miller del 1943
Il celebre manifesto "We Can Do It" di J. Howard Miller del 1943

Una presenza più equilibrata nelle istituzioni non è una concessione ma un’opportunità per l’intera società e per rafforzare le istituzioni democratiche”: un bel pensiero, teso – come è comprensibile – a valorizzare la presenza delle donne nelle sedi decisionali, favorire le pari opportunità in politica. Risale al 2012, è farina del sacco di Floriana Fioretti, consigliera comunale del Pd e presente spesso, con i suoi pareri, nelle discussioni sul tema (ma non questa volta, nel 2021). Nel medesimo anno l'odierna consigliera comunale pentastellata Annamaria Mollica ricordava come occorresse “collettivamente impegnarsi a praticare la concreta promozione della parità di genere a tutti i livelli” (ma non questa volta, nel 2021).

Oggi appunto, ad animi nazionali, regionali, comunali, condominiali evidentemente più rasserenati dal varo del Governo delle meraviglie, la mancata indicazione di donne nella compagine ministeriale del Pd e la disparità di genere (solo una indicazione femminile) praticata all'interno del quartetto ministeriale del MoVimento 5 Stelle non muove – fino a ora – ad alcun commento ufficiale. Quasi come se il 'piano di sopra' delle istituzioni e della politica fosse 'altro' rispetto alle storie locali.

Anzi. Anzi la 'battagliera' componente della segreteria provinciale del Pd sannita Antonella Pepe trova il modo, sul suo profilo social, di dirsi “orgogliosa per la presenza di Andrea Orlando in un ministero importantissimo, il Lavoro” e “felice per la riconferma di Roberto Speranza, un ragazzo perbene che ha dimostrato senso delle istituzioni e responsabilità”. E la 'battagliera' ex candidata sindaca del M5S Marianna Farese, anche lei consigliera comunale a Benevento, si profonde in una elegia della perdita: “Sei stato una luce e ora più che mai c’è bisogno, in questo Paese sgangherato, di una luce pura come te”. Ah... il riferimento è al premier uscente Giuseppe Conte.