Il Diario dell’Argonauta. 15 - I rospi si trasformeranno in “cheerleader”: storia di una rivincita su mia moglie

- Opinioni di Anteo Di Napoli

“Na sera ‘e maggio” 2019, mia moglie e io eravamo in un ristorante di Napoli, in via Chiaia. Avevamo scelto un posto sulla strada, con i tavoli degli avventori attaccati l’uno all’altro, con un telo di plastica a proteggerci dalla pioggia che aveva modificato i programmi della nostra serata napoletana.

In quel momento, neppure Orson Welles sarebbe riuscito a rendere credibile l’annuncio di un’imminente pandemia, probabile, un anno e mezzo fa, quanto l’invasione aliena che aveva descritto il 30 ottobre 1938 in una leggendaria diretta radiofonica, talmente realistica da scatenare il panico negli Stati Uniti.
Il ventitreenne genio statunitense, tre anni dopo, scrisse, diresse e interpretò il film tutt’ora considerato vertice assoluto della storia del cinema, “Citizen Kane” (titolo italiano “Quarto potere”), ambientato nel castello di Candalù, in Florida, lo “stato del sole” dal quale proveniva anche l’attempata coppia di turisti seduta al tavolo attaccato al nostro nel ristorante di Chiaia.
Avevano preso a guardare con aria stupita la varietà e l’abbondanza delle portate che ci venivano servite, tanto da mettersi a ordinare indicando i nostri piatti. Inevitabilmente, partì una conversazione, nel corso della quale tentai di dare consigli sui luoghi da visitare a Napoli, col mio inglese sul quale mia moglie è solita ironizzare così: “Con tutti i soldi spesi per mandarti allo Shenker”...

Quando tirai fuori dal cilindro tutte le mie “conoscenze” sulla loro città, Tampa, cioè i nomi delle squadre di football americano e di hockey su ghiaccio (rispettivamente Buccaneers e Lightning), fu l’apoteosi!
Mia moglie, per sottolineare la divisione di ruoli nella nostra vita quotidiana, a lei i fondamentali a me le inezie (ho edulcorato…), a volte mi rinfaccia, scuotendo la testa, l’episodio dei Tampa Bay Buccaneers...

Ma il tempo è galantuomo. Domenica prossima, i Buccaneers giocheranno il Super Bowl, la finale del campionato di football americano, nonché evento televisivo dell’anno negli Stati Uniti: i rospi che ho ingoiato, si trasformeranno in “cheerleader”!