Benvenuto Gauch, ma i numeri dicono che non si deve trattare Lapadula da capro espiatorio

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Adolfo Gaich
Adolfo Gaich

Zero tiri in porta, Handanovic disoccupato per novanta minuti: l'impietosa statistica della pietosa esibizione del Benevento al Meazza al cospetto della vicecapolista Inter, da più parti evidenziata, ha posto più di un interrogativo a tifosi, osservatori più o meno distaccati, analisti. Interrogativo in particolare rivolto (sempre dopo aver steso un velo, pietoso anch'esso, sulla riscoperta difesa colabrodo degli ultimi tempi) alla sterilità dell'attacco giallorosso, e sappiamo quanto il settore sia stato nel corso del tempo sotto osservazione, da parte della componente societaria e tecnica al punto da muovere a manovre nel 'mercato' d'inverno, attraverso il quale al reparto (dove si registrano comunque delusioni dei singoli) si è aggiunto un elemento di 'peso' come l'argentino Gaich.

A quanti, dunque, mettono nel mirino la fase offensiva va rivolta qualche osservazione, che parta sempre dalla statistica ritenuta 'migliore' per il più accorsato elemento dell'attacco, Lapadula. Che, secondo i report della Lega, ha avuto fra i piedi 18 occasioni da gol in tutto, meno di una a partita in media e anzi, parametrando il dato sui minuti effettivi giocati, due ogni tre partite – ma, attenzione, ci sono partite in cui a questa voce statistica delle occasioni create per l'attaccante non è ascrivibile alcun dato... (dietro di lui e sempre su numeri accettabili, con mezza – mezza - occasione da gol in media troviamo Caprari e Insigne): non proprio una mole di gioco alle spalle, insomma, tale da far gridare allo scandaloso sciupio...

E il dato va inserito in quello, complessivo (sempre in media), del possesso palla da parte del Benevento, pari a 21 minuti a gara: insomma, si difende più di quanto si riesca mai a costruire.

La ridotta incisività, pertanto, è figlia più dell'attitudine a subire che a impostare: si converrà, infatti, che superare più spesso il centro del campo palla al piede, impegnandosi a far gioco più manovrato e facendo muovere le difese avversarie potrebbe (certo, potrebbe) risultare più efficace in fase di appoggio a un attaccante di ruolo - che proprio un ercole statuario non è, ma ha caratteristiche 'movimentiste' - rispetto ai lanci lunghi e giocoforza spesso imprecisi, e infelici, di cui si è avuta ampia dimostrazione nell'arco di una ventina di partite, finora.