Comunali di Benevento - La novità imposta da Civico22 e la vecchia perdente logica del pochi ma buoni

- Opinioni di Carlo Panella
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

Non parte bene la campagna elettorale di Civico22 per le elezioni comunali di Benevento. In una recente nota (clicca per leggerla), mentre dicono di fare un appello all’unità per la creazione di una coalizione alternativa alla esperienza mastelliana, pongono una serie di condizioni che paiono ultimative più che altro. Tanto è vero che, nello stesso “costruttivo” appello, ipotizzando l’unità d’azione, evidenziano concretamente che si possa anche andare divisi alla competizione nelle urne. Si competa con Mastella, dunque, ma anche tra noi! Manca solo la massima “l’importante è partecipare”, di decoubertiana memoria.
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La nota di Civico22 lascia perplessi perché anche in passato si sono tentate esperienze civiche, in vista delle elezioni, ma alla fine sono state messe in condizione di essere perdenti proprio da questa prevalente logica divisiva, tipica di chi ha il monopolio dell’etica in politica, avendo in odio la paziente mediazione. Che non è compromissione, ma composizione delle diversità, delle sensibilità, delle storie e delle esperienze dei partecipanti, che della politica sono il sale. Non solo, ma anche il lievito fecondo: il contrario è la sterilità disfattista e perdente del “pochi ma buoni”.
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Civico22, individua i propri temi che dovrebbero unire (città inclusiva, verde e intelligente), evoca un dialogo per la soluzione dei problemi, ma aggiunge: a condizione che si faccia come diciamo noi.
Gli esponenti di Civico22 ribadiscono che loro un candidato sindaco (Angelo Moretti) l’hanno già individuato – da soli - , ma che concederebbero agli eventuali alleati di poterne indicare anche un altro, ma a condizione che sia una figura nuova sulla scena politica beneventana, riconoscibile e affermata sul piano sociale. Mancava solo che aggiungessero “e che faccia di nome Angelo”…
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Per cui, usando le parole dei “civici”, anche laddove si riuscisse a condividere una proposta di governo sulla visione di una città inclusiva, verde e intelligente, loro non sarebbero “disponibili ad accogliere una diversa candidatura a sindaco”, se non avesse il decisivo requisito della novità.
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Quando si scrivono queste cose vuol dire che, di fatto, si propone agli altri il prendere o lasciare. Sarà che in Civico22 sono tutte figure nuove alla politica (e non lo sono), ma comunque gli ricordiamo che chi legge le loro note non è nato ieri, in particolare quelli che fanno politica e non sono nuovi. Questo sul piano strategico.
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Ma anche sul piano tattico, la partenza di Civico22, condensata nella nota in esame, è stridente, se non controproducente. Che senso ha, infatti, per questa associazione entrare nello scontro interno al Partito Democratico? E schierarsi, lancia in resta, contro il presidente – fino al 2025… - della Giunta Regionale?

La parte non deluchiana di quel partito, infatti, potrebbe essere un’alleata nella prossima campagna elettorale. Ma se tu Civico22 – che dici di voler aggregare – spari a zero contro il presidente PD della Giunta regionale, finisci oggettivamente per dare motivazioni e spago, alla parte PD filomastelliana, oggi minoritaria.
Questa potrà dire, ai compagni di partito e al consigliere Mortaruolo in primis: con chi volete allearvi, chi volete sostenere alle Comunali un’associazione che vuol fare la guerra a Vincenzo De Luca?

Lasciare che le rogne del PD se le risolva il PD, senza immischiarsi, è l’Abc, in vista della possibilità di una coalizione con una parte di esso. Impegolarvisi invece è talmente svantaggioso da mostrare che, in fondo, non si è nemmeno del tutto nuovi: si stanno ricalcando, invero e con precisione, le orme del noto Tafazzi…
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Insomma, occorre un radicale cambio di passo nell’azione e nella comunicazione di Civico22, un salutare bagno di umiltà. Nel loro procedere, e mi riferisco a un’esperienza che ho salutato con interesse e qualche speranza, ponderino i passi prima di compierli, se vogliono veramente porsi l’obiettivo di contribuire, e sottolineiamo contribuire, a formare una coalizione.

Se invece hanno già messo in conto o deciso di poter andare da soli, allora devono dirlo senza questi improbabili appelli unitari, altrimenti stanno ripetendo uno dei più stantii copioni della vecchia politica.

Ma in tal caso è bene che mettano anche in conto, che - senza altri gruppi politici e associazioni e, non di meno, senza una parte del PD - anche arrivare al ballottaggio potrebbe per loro trasformarsi in un miraggio. Poi certo, se ogni opinione diversa o critica è recepita come indigeribile, se si preferisce la logica dei duri e puri, dei pochi ma buoni, continuino pure così…