Purché se ne parli... la crisi politica in Italia e le manovre di palazzo riportano Mastella sulla ribalta mediatica

- Opinioni IlVaglio.it

Gli sponsor più efficaci nella corsa-bis di Clemente Mastella per palazzo Mosti non vanno cercati qui a Benevento, piuttosto a Roma. In quelle sedi istituzionali dove si 'fa' la politica, per (cercare di) costruire l'identità del Paese. E quindi le rievocazioni da datata Repubblica (prima, seconda... chissà) con la sfiducia al governo Prodi, le contestuali esternazioni di un Matteo, Salvini o Renzi,, sulle capacità demiurgiche della fascia tricolore sannita e, ancora, le conseguenti apparizioni mediatiche del ceppalonese, hanno assunto il valore d'un fascio di riflettori puntato – nuovamente – sull'esperienza variegata, nonché contraddittoria, di Mastella.

Ma ne hanno (ri)posizionato la figura, ancorché con tocco lieve e passeggero, al centro del frastagliato panorama governativo. Comunque accrescendola di senso a dispetto dell'attuale marginalità riguardo il palcoscenico principale. Nel tempo della mera apparenza e dei ragionamenti articolati in un tot numero di battute risulta difficile all'opinione pubblica (e in particolare a quella beneventana) cogliere la connotazione negativa delle parole e dei riferimenti evocati dai leader nazionali e amplificati dagli organi di informazione: resta, va detto, la 'centralità' attribuita alla figura del sindaco di Benevento, che – spaziando tra web e studi televisivi - ottiene un riscontro d'interesse verso la sua persona che costituisce anche un formidabile ritorno virtuale in termini di credibilità.

Si può ben dire che l'Italia tutta quasi 'congiuri' per l'inamovibilità mastelliana da una qualsiasi scena politica, sia essa pure limitata a un comprensorio cittadino...