Stir fermo, lavoratori allo stremo. I sindacati scrivono al Prefetto

- Economia Lavoro IlVaglio.it

Scrivono FP CGIL BN, FIT-CISL AV/BN, UILTrasporti AV/BN, con Giannaserena Franzè, Eduardo Marra e Cosimo Pagliuca rispettivamente: Le Scriventi organizzazione sindacali, sono costrette a rivolgersi nuovamente a Sua Eccellenza il Prefetto di Beneventp per un Suo autorevole intervento in merito alla situazione che si è determinata in questa provincia, sulla questione dell’impianto pubblico di trattamento dei rifiuti.

Lo Stir di Casalduni è ancora fermo, e i lavoratori sono allo stremo non avendo ancora risposte certe sul proprio futuro occupazionale. La pandemia insesorabile continua ancora a far paura, non solo sotto l’aspetto sanitario, ma soprattutto su quello sociale e psicologico che coinvolge emotivamente i lavoratori. Il perdurare della situazione di incertezza, trascina gli stessi lavoratori nella disperazione più profonda e temiamo il peggio per molti di questi sfortunati lavoratori. Ribadiamo con veemenza che la società Samte srl non ha ad oggi un piano tecnico/finanziario di programmazione e pianificazione sul quale potersi confrontare per riavviare nuovamente le attività presso lo stir di Casalduni; e tantomeno l’Ente Provincia, e l' Ato a tre anni dalla crisi, brancolano ancora nel buio più assoluto.

Nell’ultimo incontro del 12 novembre tenutosi in sede prefettizia, tutti gli attori in campo, hanno espresso il proposito di trovare soluzioni certe in tempi brevi, ma nei fatti ad oggi, nulla è mutato. Le Scriventi ritengono urgente una nuova convocazione dì sua Eccellenza il Prefetto di Benevento per comprendere che impegni hanno assunto reciprocamente Provincia, Ato e Regione, sul destino dello Stir di Casalduni e della società Samte srl. Nuovamente Ci appelliamo alla Sua sensibilità per ottenere una inversione di tendenza, speriamo voglia farsi carico ancora una volta del bisogno di questi lavoratori, che non avendo nessuna prospettiva concreta per il loro futuro lavorativo, si vedono depauperare della loro professionalità e della propria dignità di padri di famiglia. Le chiediamo di convocare anche da remoto, un incontro urgente, utile alla soluzione della questione.