Le Comunali e il PD tra Del Basso De Caro che ignora la canditura di Moretti e non appoggia il cognato De Luca

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Umberto Del Basso De Caro
Umberto Del Basso De Caro

Il dibattito sul 'mastellismo' ritenuto male infantile anche di frange del PD è tuttora aperto; Benevento si appresta a vivere di qui a qualche mese una chiamata alle urne per il rinnovo del Consiglio Comunale e del Sindaco; la campagna elettorale permanente della fascia tricolore uscente è un dato di fatto; la navigazione delle opposizioni avviene in alto mare; le alternative sono ancora nella fase embrionale, nonostante qualche vivo fermento civico...

Tutto questo è oggetto più o meno patente del dibattito politico locale... e il PD del Sannio trova il modo di allestire una conferenza stampa sulla manovra di bilancio regionale e nazionale (leggi il lancio su IlVaglio.it). Ovvero un esercizio di stile per giocare su un incontro in cui i giornalisti possono porre quesiti – incolpevolmente ovvi in larga parte - a differenza dei medesimi appuntamenti convocati da Mastella (e comunque almeno una gradino più su rispetto ai silenzi strutturali della pattuglia a Cinque Stelle); ma, soprattutto, davvero un pieno di interesse per il cittadino-elettore beneventano e sannita, bisognevole evidentemente della traduzione locale sulla portata del disegno finanziario del Paese e della Regione.

Si è trattato, quindi, solo d'un appuntamento-vetrina offerto al deputato Del Basso De Caro e al consigliere regionale Mortaruolo, rivelatosi di una sostanziale inutilità per meglio comprendere l'evoluzione cittadina alla vigilia appunto di una scadenza decisiva, o forse utile a ingrassare l'aspetto 'pubblico' dei due esponenti dem della zona per riempire il vuoto attuale di prospettiva di un partito terremotato da tanti personalismi. Ma soprattutto legato alle liturgie dei 'tavoli', cioè alla misura (e all'esito) delle contrattazioni in chiave di potere: di qui il prevedibile richiamo ai deliberati vari e al conseguente silenzio sulle scelte da intraprendere.

Alla peggio, visti anche i manifesti 6x3 che hanno allietato le festività dei beneventani e palesato la disponibilità alla candidatura a sindaco dell'esponente PD Nicola Danilo De Luca, l'impaccio e l'impasse dei piddini cittadini può essere superato compiendo il definitivo harakiri: “Con Del Basso De Caro ho avuto modo di parlargli da cognato, e lui conferma di non essere un familista e che quindi non mi sostiene nella candidatura. Mi dovrei rivolgere a Mastella... - ha dichiarato lo stesso De Luca a Gazzetta di Benevento -. Ma confido che poi alla fine nella mia candidatura ci possa credere anche lui perché io ritengo di essere, oggi, il migliore candidato sindaco della città anche perché non ho scheletri nell'armadio”.

Ecco, in questo modo troverebbe una giustificazione l'asserita ignoranza, nella summenzionata conferenza stampa, della recente esternazione di Angelo Moretti, di Civico 22 (“Gli è stata chiesta una valutazione anche sul documento, una sorta di declaratoria del candidato sindaco, diramato da Angelo Moretti. Del Basso De Caro è stato lapidario: Non ho proprio notizia di quanto mi dite”, ha scritto sempre Gazzetta di Benevento), ultima – ennesima – perla di una superiorità politico/culturale che suona come l'ennesima cesura fra il deputato e il territorio che tutto sommato dovrebbe rappresentare. E interpretare.