Il valore della società civile alle prossime elezioni comunali a Benevento: una impalcatura per le troppe crepe

- Opinioni di Angelo Moretti*

Perché la società civile sarà fondamentale nelle prossime elezioni amministrative? Ciò che sta accadendo a Benevento in tempo di Covid non ha nulla di edificante. Siamo la città con meno programmazione degli interventi sociosanitari e più chiacchiere, scuole chiuse e più chiacchiere, nessun sostegno ai commercianti e ai ristoratori e nemmeno una parola per loro, un po’ di beneficenza del sindaco e dei suo sbandierati amici e tante chiacchiere. L’unica certezza è che il Covid non ha attivato a Benevento un vero COC, un Centro di Coordinamento Operativo comunale in cui sviluppare interventi di concertazione tra le forze istituzionali in campo né un tavolo di ascolto della cittadinanza e di programmazione di interventi coordinati tra pubblico e privato, nessun coordinamento dell’assistenza psicologica che tutti i comuni capoluogo hanno offerto ai cittadini.

A Benevento il Covid è onnipresente nella bacheca social del sindaco per poi sparire in qualsiasi atto amministrativo-gestionale degno di questo nome. Le uniche delibere in tempo di Covid che verranno ricordate saranno il divieto di fumo lungo corso Garibaldi e le ordinanze di chiusura delle scuole più tenaci che nel resto della Regione Campania e quindi di Italia. Le uniche parole che si ricorderanno saranno gli insulti alle mamme che hanno organizzato collettivi spontanei per farsi ascoltare; la retorica telefonica sugli amici che hanno donato qualcosa e le raccomandazioni ai cittadini del tipo “fate i bravi se potete”. Per il resto, la città si sveglierà dal Covid e dai vaccini, se tutto sarà andato bene per davvero, con una povertà spaventosa per via dell’erosione di posti di lavoro già fragili e precari, dell’abbandono delle proprietà immobiliari, con un aumento delle morosità, con un’impennata della dispersione scolastica. Mentre il Sindaco in carica, anziché lavorare per progettare il futuro della città, era concentrato a passare da destra a sinistra per il suo futuro politico personale, basato non più sull’1% nazionale che lo ha reso famoso nei tempi aurei della “viandanza”, ma sull’1% regionale e l’unico voto disponibile in parlamento, quello della moglie.

Noi siamo sicuri che Benevento non si farà fregare due volte da questa stessa politica che oggi ci amministra sventuratamente e siamo sicuri che come un edificio pericolante, pieno di divisioni e di crepe al suo interno, le forze politiche della città hanno bisogno che sia la società civile organizzata a fare da collante per il cambiamento. Senza un movimento dal basso Mastella, giocherà la partita nei palazzi regionali e nazionali, quei luoghi che sa manipolare e raggirare con grande e riconosciuta destrezza. Con una forte presenza della società civile, la partita sarà totalmente capovolta: Mastella non riesce a dialogare se non con i suoi “yes-man” temporanei, non ha formato alcuna scuola politica, non ha generato alcuna classe dirigente dietro di sé. I partiti di Mastella nascono e muoiono a più riprese al solo fine di salvare qualche interesse contingente e provvisorio, il dialogo con la città avviene solo sulla bacheca dove il sindaco è solito cedere al proprio nervosismo e “bannare” i dissidenti, mentre per le strade e tra le persone il nostro è amante della “gigioneria” affabile.

La società civile riunita in Civico22 sta marciando ad un passo diametralmente opposto alla retorica e alla gigioneria: sta ascoltando, dialogando e progettando azioni concrete di sviluppo e ripresa della città. Non c’è nulla nelle proposte di Civico22 che non sia cantierabile e che non sia sostenibile, una volta ottenuti i consensi necessari. Non c’è nulla che non sia il frutto di intelligenze locali e libere della nostra città, non asservite ad alcun potere, unite solo dal sogno di una Benevento più sociale, più verde, più intelligente e più partecipativa. Il rischio crollo per la nostra città è reale se si pensa che scendiamo sempre in qualità di vita, in demografia e in economia, ma la nostra risposta non vuole essere la “rabbia” dei beneventani delusi da contrapporre alla retorica del Viandante. La nostra risposta vuole essere quella di un movimento pacifico che coinvolge tutte le fasce della popolazione beneventana, la risposta, priva di ogni rancore, di chi ha idee chiare, una visione lunga e progetti partecipati. Ne sono esempi il progetto TIBE, la metropolitana leggera, la programmazione degli spazi infanzia, il rilancio del welfare generativo (budget di salute, reddito di cittadinanza, budget educativi), la visit-Benevento come card per i turisti, la ripresa degli spazi verdi abbandonati e delle piste ciclabili e la rimozione immediata del divieto di andare in bicicletta sul corso Garibaldi, l’introduzione di un Piano di Mobilità Urbana sostenibile, la valorizzazione dei fiumi.

Gli attivisti di Civico22 vengono dalla managerialità, dal commercio, dal welfare, dall’architettura urbanistica innovativa, dall’impegno ambientale, dall’artigianato, dall’impresa, dall’economia civile, dall’impegno concreto nei quartieri, dall’Università, dal mondo dell’informatica, della psicologia sociale, dalla sanità territoriale ed ospedaliera, dalla difesa dei diritti, una classe politica che non si era mai vista così poliedrica in questa città, dove i sistemi clientelari da sempre hanno avuto un peso elettorale specifico per la determinazione del consenso. Il 2021 sarà l’anno in cui tantissimi di noi ben coalizzati funzioneranno da impalcatura per evitare che le crepe travolgano una città antica e nuova con un secondo “non-governo” Mastella. Un po’ come accadde a Neemia, il primo laico della storia biblica, che da coppiere del Re, lasciò il suo ruolo di prestigio, per andare a dirigere un cantiere civile di ricostruzione delle mura di Gerusalemme, coinvolgendo tutta la città nell’opera di sostegno. Questo siamo noi oggi: siamo sentinelle e siamo costruttori, senza alcuna presunzione né sicumera, ma con tanta tanta determinazione a “fare” per il bene della città e a non farci intimidire da insulti o esercizi di potere a nostro danno, che non si sono fatti attendere. Andremo avanti compatti fino alla fine di questa tornata elettorale e siamo sicuri che sarà un’avventura straordinaria, per tutte e tutti noi.

(*: esponente di Civico 22)