Monsignor Battaglia incontra i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile di Airola

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Don Mimmo Battaglia
Don Mimmo Battaglia

Scrive l'ufficio comunicazione della Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti: Anche in questa situazione di restrizioni anti-Covid e nel pieno rispetto delle misure di protezione e prevenzione, il vescovo della Diocesi don Mimmo ha voluto fortemente incontrare anche i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile di Airola. Visi e luogo da cui, insieme al Monastero delle suore Clarisse, aveva voluto iniziare simbolicamente il proprio cammino pastorale nell’ottobre del 2016, all’inizio del suo ministero episcopale nella nostra Diocesi.

“Questa chiesa – chiudeva 4 anni fa nella lettera pubblica all’Ipm di Airola – vuole e deve essere presente lì, dove c’è ogni forma di disagio per provare a trasformare ogni disagio in opportunità”. Ed anche durante la visita odierna, ancora una volta, mons. Battaglia ha voluto dare questa presenza viva e concreta. “Anche questo contesto carcerario, se riuscirete a dare valore a quello che state vivendo e a lasciarvi aiutare da chi opera qui, potrà diventare per voi un luogo di rinascita affinchè non vi sentiate mai delle persone sbagliate. Perché voi, perché nessuno di noi, è gli sbagli che commette. Credete in voi per ricominciare perché ricominciare è sempre possibile”. Tanti sono stati, nel corso di questi anni, i momenti vissuti dal vescovo Mimmo con i ragazzi dell’Ipm. In quest’occasione sono stati i ragazzi a fare gli auguri a don Mimmo, donandogli come segno di affetto e gratitudine, un presepe in ceramica fatto e dipinto da loro nell’ambito del progetto "Mani di creta". Nella pergamena che accompagnava il regalo, i giovani hanno ringraziato il vescovo per le belle e sincere parole a loro donate in questi anni. “Abbiamo capito che stare qui dentro ci allontana dalla vera ricchezza della vita, che non è materiale, ma affettiva. Soprattutto oggi, che ci troviamo in un periodo abbastanza buio, questa mancanza di affetti si sente sempre di più. Grazie alle vostre brevi e sincere parole, abbiamo trovato un minimo di speranza”.