Le Comunali di Benevento, i movimenti civici e quel demone dell'egemonia

- Opinioni IlVaglio.it

Dalla 'prima volta' dell'elezione diretta del sindaco (1993) ad oggi, da Piazza Grande a Sfidiamoli!, a Benevento il movimento civico in formato politico - o espressioni 'partitiche' di mera rappresentanza - non si può dire abbiano sfondato nel gusto del cittadino votante e quindi della (esclusiva) platea del centrosinistra, per usare la formula onnicomprensiva delle forze che si vorrebbero opposte a reazione e conservazione.

D'altronde il coagulo, a destra, s'è posto solo una volta (con Viespoli) ed è stato premiato, mentre la sua assenza (quindi il fronte compatto di partiti e no) nel centrosinistra ha condotto alla prima vittoria di Fausto Pepe.

Oggi, in vista del rinnovo della rappresentanza a palazzo Mosti nel 2021 serpeggia fermento vecchio (appunto il civismo) in un contesto però caratterizzato, nel centrosinistra, da una debolezza endemica dei partiti in nomi e proposte (il Pd in pratica, altro è per numeri ininfluente), e - in quel cortile allargato delle forze di governo il cui schema si intenderebbe replicare nel capoluogo - dal (prevedibile) fallimento dell'incompetenza.

Però c'è una urgenza: sbloccare il sistema-Benevento, che propone di questi tempi uno schema amministrativo non dissimile a quello di 40 anni fa, ovvero prima della modifica legislativa sulla elezione del sindaco. Un sistema che intende rinnovarsi per un altro quinquennio e che è in campagna elettorale pressoché permanente sin dal 2016, quando la città, dopo aver chiuso la parentesi della Destra sostenuta (solo) dal carisma personale, ha provveduto a scegliere l'originale in luogo della copia, avendo valutato la doppia legislatura di Centrosinistra (con la sua cerchia di potere) peggiore della stabilità Democristiana (una illusione venduta meglio).

Ecco, allora, la “squadra dei movimenti civici” che si profila all'orizzonte, vista come ineludibile risorsa a sostegno e con pari dignità rispetto ai partiti. Imperniata su personalità ritenute forti e spendibili, espressione di temi consolidati nell'attività condotta quotidianamente: una pluralità di voci e sensibilità e obiettivi.

L'una (squadra) e gli altri (partiti) sono ora attesi alla prova più impegnativa, che già note stampa, discussioni, idee, esternazioni social rendono evidente: sconfiggere dall'interno il demone della “egemonia”, già causa di sconfitte e rotture anche interpersonali e fallimenti.