Natale in zona rossa lontani dal Sannio? Come non estraniarsi, malgrado l'assenza di zeppole e cardone

- Cultura Spettacolo di Gian Michele Pedicini

Natale in zona rossa lontani dal Sannio? Ecco qualche suggerimento per delle vacanze senza estraniamento, malgrado l'assenza di zeppole e cardone. Innanzitutto, considerate che un congiunto non troppo lontano si trova sempre. Se il desiderio natalizio di accese discussioni per futili o ancestrali motivi vi assale, rivolgetevi al congiunto di sesto grado più vicino, preferibilmente un under 14, per non scontentare il governo.

In alternativa, provate a vedere il lato positivo (forse sarebbe meglio dire conveniente...): quest'anno vi risparmierete, parafrasando Giorgio Gaber, l'enfasi pietosa di un parente sovranista, ringalluzzito dalla discreta qualità dei molluschi, pronto a guastarvi puntualmente le feste.

È il caso della mia amica N. che, non potendo rientrare a Brescia (Longobardia Maior), freme per brindare, da sola o in ridotta compagnia nei giorni arancioni, a tutti quelli che finora le hanno rovinato le festività natalizie. Pasqua con chi vuoi, Natale con chi vuoi... cin cin!

Inoltre, l'approvvigionamento di prodotti tipici sanniti è oggi possibile anche lontano dall'Arco di Traiano; potrebbe addirittura non essere più necessario il famoso “pacco da giù”! Senza fare nomi, rimpinzarsi di torroncini e croccantini nostrani è ormai un'operazione dalla portata geografica piuttosto vasta.

Non abbiate paura di osare. Aprite le frontiere gastronomiche natalizie: miscelate le tradizioni, stravolgetele! Abbinate i prodotti nostrani a ciò che più vi piace: pandoro, ricciarelli, bostrengo, sebadas, parrozzo, bûche de Noël, cozonac, pan dulce, stollen, ecc.

Ricordate cosa ebbe a dire Filippo Tommaso Marinetti nel suo Manifesto della Cucina Futurista: “Ma agli italiani la pastasciutta non giova. Per esempio, contrasta collo spirito vivace e coll'anima appassionata generosa intuitiva dei napoletani”. Per un Natale vigoroso, allora, non buttate la pasta! Ok, ok, non esageriamo...

Siate onesti: il presepe non vi è mai piaciuto? L'albero vi è sempre sembrato raggrinzito e mal assortito? Rilassatevi, nessuno lo vedrà! E ricordate, quello che per voi è Natale, per Gesù Cristo è in fondo un compleanno, stabilito su una data piuttosto casuale. Relativizzate.

Scegliete un'alternativa sostenibile per l'albero di Natale. Ricordate Greta Thunberg? Anche se il suo parere ai media non interessa più granché, la giovane attivista svedese ha recentemente dichiarato che i leader mondiali “non stanno facendo nulla per cambiare le cose”, cioè per contrastare la crisi ambientale. Facciamo noi qualcosa quindi, diamole un ramo!

Infine, considerate tutte le applicazioni e le piattaforme disponibili per comunicare a distanza. Alzate la mano su Meet, condividete lo schermo su Skype, aggiungete qualcuno alla videochiamata di gruppo, attivate il microfono e fatevi mostrare la Dormiente.

Se poi questo Natale 2.0 dovesse parervi estremamente deludente, dimenticate la delegazione apostolica di Benevento e considerate le nostre radici: c'è sempre il paganesimo!