Scroscianti applausi al Morgana per la cantautrice tedesca Alin Coen

- Cultura Spettacolo di Graziano Ferrara

Dell’Italia le piacciono le verdure grigliate e Paolo Conte, degli italiani l’innata dote di comunicare gesticolando. Alin Coen è la cantautrice e chitarrista tedesca classe 1982 che si è esibita ieri al Morgana music club di Benevento, insieme al bassista Philipp Martin e al batterista Fabian Stevens, per presentare il suo ultimo lavoro discografico dal titolo “We’re not the ones we thought we were”.

Il trio, di estrazione indie ma difficilmente incasellabile in un genere musicale, si è formato a Weimar nel 2007 e, dopo i primi successi ottenuti sul web, ha conquistato il grammy tedesco nella categoria giovani talenti.

Come da aspettative, concerto molto interessante al termine del quale, proprio grazie alla gestualità, siamo riusciti a scambiare "quattro chiacchiere" con la leader del gruppo.

Quella degli "Alin Coen band” è una musica leggera che, tuttavia, fa coesistere al suo interno le sonorità tipiche di generi come il funk, il pop, il folk e l’elettronica. Le loro composizioni sono garbate, libere, eteree e a tratti quasi ballabili. I testi - tutti rigorosamente in inglese – affrontano temi moderni e raramente esplorati come nel caso di “We are disconnetted” ,traccia numero nove del disco in cui si parla del consumo di oggetti dei quali non conosciamo la storia.

L’ispirazione sembra quindi provenire dal vivere quotidiano e dal mondo , da cui i tre prendono spunto per dipingerne, attraverso la musica, un altro tutto loro.” Il primo brano parla dei viaggi, una cosa che mi piace moltissimo fare ” ha detto la Coen in un italiano manco tanto improbabile, prima di cominciare a suonare.

Subito dopo le altre canzoni, eseguite tutte d'un fiato, dal fortunato singolo "A no is a no" alle meno commerciali "Fountain" e "Kites", tutte accomunate da arpeggi delicati, una grande voce e una ritmica impeccabile. Con "Reason" i tre hanno scelto di concludere un concerto apprezzatissimo dal pubblico che spesso ha tributato applausi anche durante l'esecuzione dei brani.
La bisnonna di Alin Coen, Fanny Anitua, è stata cantante d'opera e per anni si è esibita alla Scala di Milano.