Percorsi Sanniti-Zona Franca chiude ai Giardini della Rocca con i Massimo Volume

- Archivio

“Percorsi Sanniti – Zona Franca” arriva al suo ultimo appuntamento musicale ospitando i Massimo Volume. Dopo i tre appuntamenti all’Arco del Sacramento, cambia anche la location: ad ospitare il concerto saranno, infatti, i giardini della Rocca dei Rettori, alle ore 21.30 di martedì 29 luglio. Mercoledi 30 e giovedi 31 a Palazzo Paolo V alle 17 invece Zona Franca ha previsto un incontro pubblico su Musica indipendente e diritto d’autore e con la premiazione della rassegna Fermenti.

***

Sonorità decisamente più rock per la band di culto del rock indipendente italiano, per il quarto appuntamento di Zona Franca. Momenti psichedelici alternati a ruvidi riff di chitarra, avvolgeranno la carismatica voce di Emidio Clementi che con i suoi “reading” creerà l’atmosfera che colloca questa band tra le espressioni musicali più originali degli ultimi 20 anni. I testi di Clementi sono una bussola necessaria per orientarsi nel mondo di questa band, non a caso Clementi “Mimì” è anche un riconosciuto scrittore con diversi romanzi al suo attivo. Ad aprirel live dei Massimo Volume ci sarà un open act del musicista Mario Conte.

***

Arrivano i Barbari, l’ultimo album dei Massimo Volume, li consacra a gruppo di culto della musica indipendente italiana.

Il nucleo originario dei Massimo Volume si forma a Bologna nell’inverno del 1991. Nel 1993 è il momento di “Stanze”, il primo album. Il suono della band è personalissimo. Pezzi d’impatto, tesi e distorti, si mescolano a momenti più introspettivi: brani come “Alessandro”, “In Nome Di Dio”, “Stanze Vuote”, pur mantenendo una forte carica emotiva, si muovono in questo senso. L’album ha un ottimo riscontro di critica e pubblico. I concerti si susseguono a ritmo incalzante. Nel 1994 le major si accorgono del gruppo e, agli inizi di marzo, i Massimo Volume vengo messi sotto contratto dalla Wea che licenzierà il loro secondo lavoro “Lungo I Bordi”. La produzione artistica viene affidata a Fausto Rossi, da sempre modello per Clementi e soci, di un modo di fare musica fuori dai canoni imposti dal mercato. Ne nasce un rapporto a tratti difficile, ma ispirato al punto da dare vita a una delle pietre miliari del nuovo rock. Il gruppo si libera definitivamente da ogni legame con modelli stranieri. Il disco è potente, dal suono inconfondibile. “Il Primo Dio”, “Meglio Di Uno Specchio”, “Inverno ’85”, “Fuoco Fatuo”, diventano nel giro di poco tempo dei classici. Si accorge di loro anche John Cale, che si propone come produttore di “Da Qui”, il loro terzo lavoro. La direzione del disco viene però affidata a Steve Piccolo (già Lounge Lizard). E’ il 1997. I Massimo Volume passano alla Mescal. Rispetto al precedente lavoro, “Da Qui” risente del progetto portato avanti da Clementi e Sommacal nel periodo intercorso tra i due album: una sorta di laboratorio in cui i nuovi pezzi hanno preso forma attraverso delle performance dal vivo per voce, chitarra e harmonium. E’ così che sono nati: “Qualcosa Sulla Vita”, “Atto Definitivo”, “Sotto Il Cielo”. La musica si fa scarna, evocativa, mentre le parole tessono brevi storie in cui ricorrono sempre gli stessi personaggi, canzone dopo canzone, creando un vero e proprio mondo poetico, lo stesso che si ritrova in “Gara Di Resistenza”, raccolta di racconti scritta da Emidio Clementi per la Gamberetti editrice. Il disco non concede nulla al facile ascolto; è struggente e sarcastico, fatto di silenzi e tensione. Passano due anni e i Massimo Volume tornano ancora a stupire con un nuovo lavoro che spiazza critica e pubblico: “Club Privé”. Le canzoni si alternano a brani recitati, la ritmica si fa incalzante, fraseggi jazz si insinuano nel tessuto musicale. Un album ricco e struggente, a tratti misterioso, che segna una nuova linea di fuga nel percorso artistico del gruppo. La produzione artistica è affidata a Manuel Agnelli degli Afterhours che riesce a dare una compattezza unica al suono. I testi si staccano dalla forma racconto per creare con poche pennellate un mondo fatto di sensazioni e ricordi che colorano magistralmente l’ultimo capitolo di una storia sempre più affascinante a cui si è aggiunto, a Gennaio, il primo romanzo di Emidio Clementi “Il Tempo Di Prima”, uscito per la casa editrice Derive/Approdi. Il primo singolo estratto, “Privè” , è stato affiancato da un video squisitamente “teatrale”, che pur non rispondendo a tutti i requisiti patinati di un qualsiasi clip, ha avuto una buona rotazione all’interno dei canali musicali – televisivi italiani. La tournèe, partita immediatamente a ridosso dell’uscita del disco è proseguita ininterrottamente, affiancata da un nuovo progetto parallelo che si è “insinuato” nel lavoro live dei Massimo Volume: “Gli Agnelli Clementi” uno spettacolo di reading, condiviso da Emidio “Mimì” Clementi e da Manuel Agnelli, itinerante per tutta la penisola. Il 15 novembre 2000 è uscito nelle sale cinematografiche “Almost Blue”, opera prima del regista romano Alex Infascelli, tratta dal romanzo omonimo di Carlo Lucarelli (premiato con il David di Donatello e con il Nastro d’argento in qualità di regista esordiente). La colonna sonora del film, pubblicata il 2 febbraio 2001, è stata interamente curata dai Massimo Volume, candidati anch’essi per il “Nastro d’argento” nella categoria O.S.T. del Festival cinematografico di Taormina. Oltre a riproporre alcuni brani presenti nei precedenti lavori discografici (“Fuoco Fatuo”, “Pizza Express”, “La Città Morta”, “Avvertimento” e “Ti Sto Cercando”, quest’ultima utilizzata sulle scene di apertura del film), i Massimo Volume si sono cimentati in un commento sonoro completamente inedito, dilatato ed evocativo, che si sposa in maniera perfetta con le tinte scure del thriller. Tra le particolarità, una versione strumentale e riletta del classico di Elvis Costello che da il titolo al film. Il 28 settembre 2001, per la Fazi Editore, è stato distribuito nelle librerie “La Notte Del Pratello”, secondo romanzo (nonché terzo libro) scritto da Emidio Clementi. Nel febbraio 2002 arriva una notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: i Massimo Volume decidono di sciogliersi e d’interrompere il loro comune percorso artistico. Nei mesi / anni a seguire, Vittoria Burattini suona con i Franklin Delano mentre Egle Sommacal incide su Unhip Records un disco solista per solo chitarra intitolato “Legno”. Emidio “Mimì” Clementi, crea nel 2004 il progetto El-Muniria, e pubblica grazie alla Homesleep Records il CD “Stanza 218” e veicola le restanti energie creative sul fronte letterario; sempre per la Fazi Editore dà alle stampe “L’Ultimo Dio”, pubblicato nel 2004. Dopo sei anni di pausa, nel 2008 i Massimo Volume accettano di tornare a condividere la loro musica. Due grossi eventi siglano questo rientro sui palchi italiani: la partecipazione al Traffic Festival nella serata condivisa con Patti Smith ed Afterhours e la sonorizzazione de “La Caduta Della Casa Degli Usher”, suggestivo progetto realizzato per conto del Museo del Cinema di Torino e messa in scena (sempre a Torino) alle Officine Grandi Riparazioni (OGR). Emidio Clementi pubblica per Rizzoli, nel febbraio 2009, il suo nuovo romanzo “Matilde E I Suoi Tre Padri” e tre mesi dopo esce, sempre su Unhip, il secondo album solista di Egle Sommacal, “Tanto Non Arriva“.

 

I ritrovati Massimo Volume, ripresa la strada on the road, non si sono limitati ad attraversare l’italico stivale in lungo e in largo, ma hanno concretizzato tale nuova esperienza registrando “Massimo Volume Bologna Nov. 2008”, il loro primo album live uscito su etichetta Mescal il 28 Agosto 2009.

Da quel giorno ad oggi, mentre il Tour prosegue, arricchito dalle varie performance dedicate alla sonorizzazione de “La Caduta Della Casa Degli Usher”, si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono la band, nei giorni liberi da impegni on-stage, chiusi in studio a lavorare sul prossimo album di inediti, che intanto vengono anticipati dal vivo suscitando entusiasmo nel pubblico…

“Il passo successivo è rappresentato dalla pubblicazione di Cattive Abitudini, nuovo lavoro dopo circa dieci anni di silenzio. Con Stefano Pilia entrato in famiglia alla seconda chitarra, Emidio Clementi, Egle Sommacal e Vittoria Burattini colmano distanze e gettano ponti tra stagioni lontanissime, riprendendosi il loro spazio. Che, poi, è uno spazio, come sempre, fatto di personaggi più o meno rilevanti, di storie minime e di contesti sfuggenti, ma anche di sfumature esistenziali quasi impercettibili. Cattive Abitudini, in sostanza, può essere letto come una sorta di sintesi "classica" di tutto quello che è stata l'avventura Massimo Volume. Una sintesi che raccoglie quell'eredità, rifocillandola e proiettandola verso il futuro. Poco importa, insomma, il valore musicale di queste dodici non-canzoni, perché qui interessa ristabilire un contatto, rimettere in carreggiata una vecchia storia d'amore, ridestare vecchi incantesimi.”

 

Sulla scia del ritorno in formato album, ad aprile 2011 La Tempesta pubblica uno Split Ep condiviso con i Bachi Da Pietra, nel quale ognuna delle band rielabora un brano dei colleghi, ma soprattutto propone un prezioso inedito. Ovvio che il momento più atteso sia la nuova composizione dei Massimo Volume, e "Un altro domani" non delude le aspettative, confermando il momento di grazia che la band bolognese sta attraversando. Le chitarre di Egle Sommacal e Stefano Pilia si rincorrono e si intersecano oramai a meraviglia, il solido drumming di Vittoria Burattiniè una certezza, la spina dorsale del gruppo, assieme al basso e soprattutto alle parole scandite da Mimì. La nuova importante pagina di un percorso già leggendario che in "Un altro domani" dissemina piccoli semi di sé, gettando un ponte verso un futuro dal quale attendersi altre soddisfazioni.

 

Il primo ottobre del 2013 viene pubblicato il sesto album della band, Aspettando i barbari, un lavoro che dal punto di vista squisitamente musicale, sorprende per la presenza (importante ma mai troppo invadente) della componente elettronica, in grado di arricchire ulteriormente la tavolozza di colori desiderata dal gruppo. Il disegno complessivo si fa più duro rispetto al recente passato, con gli aspetti tenui che tendono a scomparire quasi del tutto. Prodotto dai Massimo Volume e da Marco Caldera (che si occupa anche di synth e sampler in un paio di tracce), il disco registra il consolidamento del quartetto attorno alle figure di Emidio Clementi, Vittoria Burattini, Egle Sommacal e Stefano Pilia. Si parla di “barbari”, di presenze che sopraggiungono a turbare la nostra esistenza, in grado di sconvolgere le nostre vite e distruggere le già esili certezze faticosamente costruite. “Il nemico avanza”, giorno dopo giorno, si impossessa del nostro territorio, scuote i nostri pensieri, turba i già precari equilibri, pone fine a tutte le utopie, alimentando disillusione ed inquietudine. Quell’inquietudine drammaticamente resa da Mimì ogni qualvolta decida di alzare i toni, regalando brividi a fior di pelle. Nei sui testi, sempre visionari e coinvolgenti, questa volta compaiono citazioni di John Cage e Mao Tse Tung.

“Aspettando i barbari è un disco pieno di sferzate, calato con forza nell’ambiguità del presente, che stamperà per giorni nella testa dei fan i nuovi slogan di Clementi (“Vi piaccia o no” è quello che tutti canteranno a squarciagola durante i prossimi concerti)”.

Il gruppo: Emidio Clementi – voce e basso; Egle Sommacal – chitarra; Vittoria Burattini – batteria;

Stefano Pilia – chitarra