Vicenda segretario: il Comune è dei cittadini – Fausto Pepe non faccia la principessa sul pisello
Un’ ipotesi assurda pagare altri 40-50 mila euro senza prestare servizio a Orlacchio tramite il prepensionamento. Il Comune di Benevento per questa tarantella ha già buttato dalla finestra una montagna di soldi di noi contribuenti
Aberrante è stata finora la tarantella inscenata a Palazzo Mosti, a spese di noi contribuenti, e a carico del segretariato generale del Comune di Benevento, prima confermato e poi rimosso per scelta del sindaco e infine reintegrato, per mano di legge.
Non fosse già bastato lo spreco di danaro pubblico perpetrato, e del tempo e delle risorse per il negato normale funzionamento dell’Ente, stando alle anticipazioni di stampa, la vicenda potrà svilupparsi in maniera addirittura grottesca.
Antonio Orlacchio – dopo essere stato confermato a giugno, mandato via qualche settimana dopo, e aver impugnato gli effetti del provvedimento del sindaco, per due volte davanti a due giudici diversi del tribunale di Benevento, e avendo infine avuto ragione – potrebbe non prendere servizio.
Finora non l’ha fatto, ma per motivi di salute, annunciando la presentazione di un certificato medico.
Probabilmente è stata per la pervicacia del sindaco – che in conferenza stampa, sabato al Pd, non si è emendato per le costose conseguenze arrecate ai beneventani dalle sue oscillazioni sulla nomina di un segretario generale, anzi ha detto placido che rifarebbe tutto - sta avanzando tale bislacca ipotesi alla quale non vogliamo credere: sarebbe veramente un insulto ai cittadini amministrati di questa città, soprattutto ai più bisognosi.
Si è scritto, infatti, che sono al lavoro dei pontieri per convincere Orlacchio a non rientrare più, ad accettare un prepensionamento di sei mesi, consentendo al sindaco di poter scegliere un altro segretario generale che gli piaccia di più.
Non si può credere. Il Comune di Benevento per questa tarantella ha già buttato dalla finestra una montagna di soldi di noi contribuenti. Un segretario generale, sono calcoli approssimativi, ma per difetto, costa all’Ente sui settemila euro al mese. Dunque, Orlacchio per i sei mesi che, ingiustamente, è stato allontanato da Fausto Pepe dal posto che legittimamente doveva occupare, dovrà avere rimborsata un cifra che va dai 40 ai 50mila euro.
Da settembre a ottobre il Comune ha pagato un’altra segretaria generale, anche qui, se non andiamo errati, la cifra s’aggira, come costo complessivo, tra i venti e i trentamila euro. E ora? S’ ipotizza di poter regalare, per ottenere il prepensionamento, altri sei stipendi, per il costo lordo complessivo, di altri 40-50 mila euro a Orlacchio.
E tutto ciò, si dice, perché Fausto Pepe, non lo considera più il meglio per il funzionamento della macchina comunale, non “si trova” più a lavorare con Orlacchio, ancor più dopo che c’è stata la lite giudiziaria…
Già secondo questa ipotesi, Pepe (e la sua amministrazione) per operare avrebbe bisogno del massimo comfort: venti cuscini, venti materassi e guai a mettere sotto tutto ciò, un pisello, non chiuderebbe occhio tutta la notte… Recita la famosa principessa della fiaba di Andersen…
Non fiabesche, ma grottesche sono certe ipotesi di stampa, non possono, non debbono concretizzarsi. Sarebbe un’offesa alla comunità pubblica se il dottor Orlacchio dopo aver, legittimamente preteso, come confermato da due giudici, di continuare a lavorare a palazzo Mosti, non lo facesse più.
Orlacchio per esercitare il suo diritto, sacrosanto, ha comunque impegnato la giustizia, il tempo dei giudici. Ha necessariamente prodotto dei costi al Comune che dovrà pagare le spese di giustizia e tutti gli avvocati per questo pasticcio.
Conosce bene il reintegrato segretario generale la consistenza dell’aggravio per le casse comunali determinata dalla sua azione. Ebbene, dal punto di vista dell’etica pubblica, che figura farebbe se, dopo aver tanto lottato e fatto spendere tanti soldi a noi contribuenti suoi concittadini, – nostro malgrado – non esercitasse questo diritto, prendesse i soldi e andasse via?
Non ne parliamo del sindaco! 40-50 mila euro da dare a Orlacchio per non averlo fatto lavorare per sei mesi e ora, altrettanti, per non farlo lavorare nei prossimi sei?
E come farebbe a farsi vedere in giro uno che dilapida così 80-90mila euro dei beneventani? Come potrebbe, ad esempio, spiegarlo ai 126 lavoratori degli ex Consorzi che lo stipendio non lo hanno (di molta più ridotta consistenza)?
E allora che non si facciano scherzi. Orlacchio e Pepe non sono una coppia, non dovranno vivere assieme, ma solo – come hanno fatto per cinque anni dal 2006 al 2011, senza un solo intoppo – continuare a lavorare per Benevento e per i Beneventani che gli pagano lo stipendio.
Auguri di pronta guarigione al segretario Orlacchio. Torni presto al lavoro. Questo balletto è stato fin troppo costoso per noi cittadini. Torni presto e rimanga fino all’ultimo giorno in cui potrà rimanere in servizio.
E se il sindaco (la sua Amministrazione) per ciò starà un po’ scomodo… pazienza. Vorrà dire che non sarà una principessa.









Se fossi nel Segretario Generale non ritornerei a lavorare nel Comune, per lui che giustamente ha vinto per due volte il ricorso, sarebbe una convivenza impossbile, anche perché il Sindaco, non ha ammesso i suoi errori, ma persevera nella sua convinzione, rilasciando interviste, a dir la verità, poco lusinghiere..
.A questo punto fa bene io Dott.Orlacchio a non ritornare ed accettare il prepensionamento. E’ vero paghiamo noi, ma la colpa é dell’Amministrazione, E’ inutile tornare, quando anche dopo il giudizio, la convivenza sembra ancora impossibile. Mi si perdoni, l’etica pubblica non c’entra, o meglio chi ci ha pensato quando hanno cercao di sclafire, senza riuscirci, la sua dignita’? Fa bene se lascia e prende i 6 mesi di indennità perché é questo che la legge prevede…e che tutto ciò lo piangerà l’Amministrazione a suon di scarsi consensi.
E’ impossibile che il segretario generale Antonio Orlacchio non ritorni al suo legittimo posto!!!!! Impossibile perchè non ritornare potrebbe alimentara sospetti su tutta la vicenda ….con esborsi di soldi pubblici beh sarebbe veramente cosa grave!!!!
Sig. Michele Spina, io non ho i suoi dubbi. L’esborso dei soldi pubblici da chi é stato provocato? E’ovvio che é stato provocato dall’Amministrazione che ha dato vita ad un atto, ritenuto dai giudici illegittimo. Perché il Segretario Orlacchio dovrebbe evitare l’indenità “salvando” la faccia all’Amministrazione che lo ha trattato in questo modo? Chi é che ha chiesto i voti l’Amministrazione il Sindaco o il Segretario? Cioé dopo aver subito questo immane danno dovrebbe rinunciare ad una indennità che gli spetta per legge e ritornare a lavorare per loro, che anche dopo il giudizio hanno più volte dimostrato di non cambiare ide, solo per salvare la faccia loro? Ma per piacere! L’esborso pubblico é ingente? E’ vero, ha sbagliato Pepe, ma paghiamo tutti. Tutto questo é stato causato dall’ennesima scelta sbagliata dell’Amministrazione non certo dal Segretario che l’ha subita.
caro/a virgi la tua posizione merita rispetto ma l’affermazione che l’amministrazione pagherà con scarsi consensi tale, ennesima, figuraccia è come credere che……….”Gesù è morto dal freddo”. che tale amministrazione sia naturalmente incline a promesse da marinaio è un’evidenza, agli occhi di chi vuol vedere, già dalla precedente legislatura. potrai riscontrare quanto affermo in maniera assai semplice, basta fare l’elenco di tutte le opere per cui è stata posata la prima pietra e………..solo quella! ricordo quando, attaccando la vile opposizione che aveva fatto sciogliere anticipatamente la scorsa legislatura, il nostro sindaco aveva inscenato una inaugurazione farsa del parcheggio a Porta Rufina; i toni furono impostati a denigrare i malvagi che con la loro azione avevano privato di un’opera necessaria la città. oggi sai come stanno le cose:chiuso!. ricordo il concorso amts; ricordo la favola dell’abbattimento delle barriere architettoniche in zona Arco di Traiano che tanto piacque perfino alla FAND: chiacchiere; ricordo la spina commerciale, ricordo parco cellarulo, ricordo tutte le opere del PIU europa. siamo talmente avvezzi, a sindaci che promettono senza mantenere, da riuscire a metabolizzarli; ma che si mettano pesantemente le mani nelle tasche dei beneventani per assecondare la propria incapacità amministrativa e gestionale, nonchè i capricci, mi sembra una misura INTOLLERABILE in un periodo in cui c’è sempre più gente che fatica a metter il piatto a tavola. sogno una politica in cui gli eletti abbiano il coraggio di ammettere i propri errori e, nel caso, si facciano da parte chiedendo scusa ai cittadini. sogno ad occhi aperti……………………………………
Il reitegro in servizio di Orlacchio dai Giudici del lavoro del tribunale di Benevento mette in seria discussione la legittimità delle delibere di Giunta e Consiglio Comunale e altri atti connessi, firmati dall’uscente Segretario Generale Grasso Rossella, compresa l’approvazione del P.U.C. Urbanistico dove gli interessi sono consistenti.
Ma certamente non finirà qui. Sarà tempestivamente informata la Corte dei Conti e il Ministero dell’Economia e Finanze, Funzione Pubblica e dell’Interno per i gravi danni economici arrecati alle casse Comunali, all’Erario e ai cittadini Beneventani che pagano le tasse per mantenere questi super burocrati con redditi così alti. Il caso è singolare in Italia, pagare 2 Segretari Comunali per degli stessi mesi in un solo Comune.
Ci avevano detto che per risparmiare si doveva tagliare e hanno tagliato i servizi di nettezza urbana e i trasporti, quindi hanno licenziato i lavoratori interinali di ASIA e AMTS. Ci avevano promesso “Una rivoluzione Co-per-ni-ca-na”. (Assessore Guerra, ilsannioquotidiano.it 11 settembre 2011 14.55) eppure in poche settimane hanno speso inutilmente somme di denaro che sarebbero bastate a pagare le circa quaranta persone lasciate a casa per un anno oltre. Forse una delle colpe di questi era quello di non avere il giusto orientamento elettorale!
“Ci fecero tante promesse, più di quante ne possa io ricordare. Ma ne mantennero una sola. Promisero di prendere la nostra terra. E la presero.” Così commentava il capo indiano Makphya Luta (Nuvola Rossa), non vorrei che questo diventasse il motto sotto il blasone di questa nostra amministrazione comunale.
Pochi giorni prima della sentenza del collegio giudicante avevo previsto che il dr. Antonio Orlacchio sarebbe stato reintegrato poichè non è possibile concedere al segretario comunale (nel caso segretario generale) la proroga di due anni sino al 67° anno d’età (provvedimento ad personam) e poi chiedergli di togliere gentilmente il disturbo perchè non più gradito! In buona sostanza l’ex-Agenzia per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali (oggi soppressa e transitata nei ruoli del Ministero dell’Interno) non averebbe mai concesso i due anni di proroga se non ci fosse stata la disponibilità del Comune di Benevento a prorogare il rapporto di lavoro col dr. Orlacchio. Quanto alla validità degli atti adottati con l’intervento della d.ssa Rossella Grasso non ci dovrebbero essere problemi poichè – tra gli altri compiti – il segretario “partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del consiglio e della giunta e ne cura la verbalizzazione”. Quindi, sotto questo aspetto, un segretario vale l’altro. Resta, però, molto grave il superficiale comportamento tenuto dal sindaco e la responsabilità erariale che ne è dipesa per la duplicazione dei costi e per le inutili spese legali che la Città dovrà accollarsi.
Egregio direttore in riferimento al suo articolo “ Il Comune di Benevento è dei cittadini. Pepe non è la principessa sul pisello”, che ho letto con piacere, e lo trovo razionale e concreto, inoltre vorrei aggiungere un ulteriore precisazione sulla conferenza dei Dirigenti presieduta dal Sindaco Fausto Pepe per dare più efficienza alla macchina amministrativa, dove hanno preso parte tutti i Dirigenti del Comune di Benevento, esponendo, le varie problematiche dei settori, e la Giunta dovrebbe tradurre in realtà e programmare e risolvere le varie problematiche. Io mi chiedo la Giunta per deliberare ed essere operativa ha bisogno di un Segretario Generale che è il galante della legalità, il tecnico, il consigliere legale del Sindaco, e soprattutto il coordinatore dei Dirigente, in questo momento al comune di Benevento non c’è, e sicuramente per altri mesi non ci sarà un Segretario Generale, dopo l’ipotesi geniale e unilaterale, proposta dal Sindaco con il prepensionamento di Antonio Orlacchio, poi successivamente ci sarà la procedura di reclutamento per la scelta del nuovo Segretario Generale, facendo un poco dei calcoli, per diverso tempo il Comune di Benevento, opererà senza Segretario Generale, e come se un esercito opererà per diverso tempo senza Generale, quale battaglie potrà combattere. Mi chiedo ma non é più facile comprensibile e razionale, che il Sindaco, che per due volte davanti a giudici diversi, del Tribunale di Benevento, è stato condannato a reintegrare nelle sue funzioni Antonio Orlacchio, con il quale ha avuto un rapporto, cordiale leale ed onesto senza nessuno intoppo, per i cinque anni della passata amministrazione, trovare un colloquio e un compromesso, leale e sincero per lo sviluppo e l’efficienza della Amministrazione Comunale, e soprattutto, continuare a lavorare per il bene dei cittadini di Benevento contribuenti. Il Sindaco è stato rieletto a maggio con 22.021 voti il 51,61%, forse anche all’opera del buon funzionamento della macchina amministrativa con il lavoro di squadra dei Dirigenti e Segretario Generale.
Distinti saluti
Non è la prima volta che succedono queste cose al Comune di Benevento, vi ricordate quanto avvenne col comandante dei vigili urbani Tosato, con la venuta di Del Vino. Altro buon acquisto fatto dalla prima giunta Pepe,anche in quel caso furono sprecati soldi dei contribuenti, per non dimenticare quanti dissidi sorsero soprattutto con l’assessore De Lorenzo.Ora siamo al dissidio tra il Sindaco con il segretario generale e come dice il proverbio:” i ciucci s vattono e i varrili si scassano “; e ai cittadini aumentano le tasse.
“.. Non credo…
scrive:
20 gennaio 2012 alle 08:28
Sig. Michele Spina,…………”
Ho letto il suo commento e, anche se con difficoltà, ho capito quel che ha detto. Ma Lei, Sig….Non credo, ha capito il contenuto del mio commento? Lei ha certamente “deducendolo dalla lettura del Suo commento” interpretato male il significato di quanto avevo scritto!