Concordato CMR Sant'Agata de' Goti, slittamento a marzo

- Economia Lavoro - Comunicato stampa

Scrive Pompeo Taddeo, del comparto Sanità Privata della FP Cgil: In seguito alle rimostranze dei creditori del Centro Medico Erre in sede di concordato, qualche mese fa, il Giudice fallimentare invitò l’ unica Società interessata all’acquisizione del Centro, a riformulare una proposta di rientro dal debito in grado di soddisfare al meglio gli interessi creditizi. Ebbene la proposta migliorativa è poi arrivata, in quanto questa Società si è fatta carico di ulteriori incombenze economiche relative anche alla parte contributiva, oltre che tributaria, e così il Giudice ritenne di esprimersi su tale nuova proposta nella data del 22 gennaio.

Come sempre avviene però, spesso i tempi della burocrazia giudiziaria subiscono allungamenti, infatti i giudici hanno stabilito di rinviare al prossimo 18 marzo il verdetto sulla proposta di acquisizione da parte dell’ acquirente interessato. Naturalmente l’ accettazione del piano passa attraverso il necessario parere favorevole dei creditori, ai quali non possiamo che suggerire di prendere favorevolmente in esame le nuove condizioni, dal momento che la parte sindacale ha fatto tutto quanto nelle proprie possibilità per cercare di raggiungere l’ obiettivo principale di salvaguardare i posti di lavoro e quindi, l’ intera economia del territorio e del suo indotto che, sarebbe fortemente penalizzato e depauperato da una malaugurata ipotesi di perdita dell’ accreditamento da parte della Regione.

Anche i lavoratori sono una voce importante del debito della vecchia gestione del Centro Erre; non dimentichiamo che circa 160 operatori devono ancora vedersi riconosciute circa 15 mensilità a testa, pur essendo attualmente pagati regolarmente dall’ attuale commissario. Il sindacato ha fatto la propria parte, ci auguriamo che anche gli altri creditori abbiano a cuore il futuro di tante famiglie che per anni hanno tenacemente combattuto la propria battaglia con le difficoltà finanziarie, mai arrendendosi davanti al lavoro e alla fatica, in attesa di tempi migliori, quei tempi che, a breve, si spera potranno ridare slancio ai tanti sacrifici perpetrati nel corso di questi lunghi, difficili anni.