CMR - Continua la polemica tra le sigle sindacali

- Economia Lavoro - Comunicato stampa

Scrivono i sindacalisti Mario Ciarlo per la Fials e Gaetano Simeone per Nursing up: La stampa locale ha pubblicato ieri un comunicato delle segreterie provinciali di CGIL-CISL-UIL, nel quale, dalle stesse, viene evidenziato che qualche sindacato autonomo pur di non perdere visibilità per la vicenda in atto spara qualche colpo in aria, con il solo obiettivo di veicolare l’attenzione altrui sul proprio naso.

Non sappiamo cosa vogliono dire, però una precisazione va fatta a questi tre sindacati, che grazie alle battaglie portate avanti dai sindacati autonomi, con denunce e manifestazioni, hanno messo in condizione il CMR di presentare un concordato di prossimità, con il quale ha garantito lo stipendio a tutti i lavoratori, da novembre 2016 fino ad oggi.

In merito ad un eventuale contratto di prossimità, proposto dalla Neuromed, i lavoratori durante un’assemblea, tenutasi a novembre 2018, già si erano espressi, non approvando questo tipo di procedura, in quanto penalizza fortemente i lavoratori, di diritti già acquisiti.

Il modello di contratto, allegato al verbale di riunione dell’11 marzo 2019, prima di firmarlo in data 15 marzo 2019, doveva essere prima portato all’attenzione dei lavoratori, i quali si dovevano esprimere ed eventualmente poi sottoscriverlo. Di norma un contratto di prossimità, va sottoscritto sulla base di un criterio maggioritario relativo alle rappresentanze sindacali locali, cosa che queste tre sigle non hanno.

A noi non risulta, così come viene affermato nel comunicato, che per senso di responsabilità hanno ritenuto sottoscrivere il contratto per salvaguardare i licenziamenti di più di 50 lavoratori. Nella relazione dei commissari giudiziali, non si parla di 50 licenziamenti.

Precisiamo ancora che Neuromed non mette un euro, per il risanamento, ma devono essere i lavoratori a pagare i debiti del CMR, nonostante che vantano 5 milioni di euro.

Per concludere il vero rappresentante sindacale aziendale, di un sindacato firmatario di tale contratto, convocava un’assemblea degli iscritti, nel verbale siglato dagli stessi, non veniva dato alcun mandato al segretario provinciale di sottoscrivere tale contratto di prossimità. Quindi quando parlano di responsabilità, a noi sembrano irresponsabili, in quanto non hanno sentito la base, che sono i lavoratori.

Inoltre il segretario nazionale della CGIL, Landini, in un comunicato precisa “no ai "contratti di prossimità”. Nell’articolo evidenzia “la contrattazione aziendale o territoriale non può essere posta come alternativa al contratto nazionale, riducendo i diritti”.