Lo psicodramma delle luminarie a Benevento e le preoccupazioni della Giunta: chi si gingilla, pensa meno e vota bene...

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Lo psicodramma delle luminarie della 'fiesta', al Corso Garibaldi di Benevento, è la cifra politica di questi ultimi giorni che ha oscurato ogni altro problema o evento: l'agitazione tumultuosa delle polemiche ha alimentato i venti di una vera 'crisi'. Di identità cittadina. Non a caso il titolo più felice per significare l'uscita da un tunnel è quello di Ntr 24: “Giordano in campo per salvare il Natale beneventano”. Non l'ex centravanti di Lazio e Napoli, tra le altre, ma il signor Wolf (di tarantiniana memoria) del settore spettacolo locale, il risolutore di problemi di riferimento del sindaco Mastella.

Mentre la Camera di Commercio viene attaccata su più fronti, pure con quel tocco di risentimento mediatico teso a rendere invero pan per focaccia nell'inversione del ruolo di martello e incudine favorita dallo scivolone di proporzioni epocali, il Comune da par suo si sente sotto attacco perché corre il rischio di vedere impoverita la sua programmazione natalizia: insomma, di vedersi assimilato nel disastro.

Non c'è nulla, infatti, di più pericoloso per la Giunta in carica e il suo 'conducator' della flessione d'interesse per l’effimero da parte della cittadinanza. Perché la vera unità di misura dell'azione politica e amministrativa - e la dimensione del dibattito soprattutto sui social è lì a dimostrarlo - è la qualità dell'intrattenimento popolare. Chi si gingilla, pensa meno e vota bene...