"E io pago!": la tassa sui rifiuti a Benevento tra condoni richiesti e buco crescente nella riscossione

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Nel prevedibile contrasto politico a tema fra maggioranza e opposizione piddina (Serluca/Di Dio) in Consiglio Comunale, irrompe anche la 'voce' dei consumatori sulla scena della riscossione Tari avviata da Andreani, partendo (è roba di questi giorni) dall'anno 2014. Infatti, la loro Lega dei consumatori ha avanzato (leggi sul Vaglio.it) una “richiesta transattiva del debito”. Comunque la si voglia leggere, ecco una sintesi senza errori: si tratta, per quel 40% che ha eluso o evaso la Tari, di pagare un debito, si direbbe in linguaggio corrente, 'ristrutturato'. Ovvero con sconti fra il 40% ed il 60% del dovuto tanto all'Organismo straordinario di liquidazione (fino al 2016) che, per estensione, al Comune (per gli anni successivi) in virtù dello 'stato di crisi' (e/o della conseguente 'indigenza') che in generale attanaglia famiglie e imprese.

Per quanto la Lega Consumatori pratichi un tipico cerchiobottismo (si c'è chi poteva pagare e non lo ha fatto, ma poi ci sono anche i poveri, eccetera), e per quanto invochi il solito riferimento normativo (mai che ne manchi uno, ovviamente), siamo dinanzi al camuffamento di una sostanziale istanza di condono, inteso nella sua più larga accezione e proposto nella forma bonario/assistenzialista: pago poco ma tu raccatti qualcosa.

Anche se i minori introiti significano maggiorsi esborsi per coloro che pagano regolarmente - pur essendo a loro volta, in gran parte "attanagliati dallo stato di crisi" - visto che va assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

E c'è comunque un altro motivo per cui tale logica premiale non può essere sostenuta almeno in questa fase: perché pare quasi cronicizzato il buco nella riscossione, al punto che pure i non indigenti potrebbe lasciarsi ammaliare dal rischio di scendere di categoria visto il virtuoso esempio dell'altra metà del cielo dei (non) pagatori di tributi...

Basta seguire le tracce disseminate nel tempo dall'assessore alle Finanze Maria Carmela Serluca attraverso titoli, contenuti derivati e interviste:
“La riscossione TARI anno 2017 si è attestata intorno al 69% rispetto al gettito previsionale con un importo riscosso sinora di circa 11 milioni di euro”;
“La riscossione ordinaria della Tari si attesta intorno solo al 63% rispetto al gettito previsionale con un importo riscosso di circa 10 milioni di euro. Una percentuale, sebbene ferma al 31 dicembre (2018, Ndr), in linea con quelle medie dei Comuni”;
“Sempre per quanto concerne la tassa rifiuti per il 2019... si dovrebbe essere in linea con l'incasso dell'anno scorso. Come percentuale si aggirerà sul 60%... non distante dalla mdia soprattutto quella regionale”.

Di fronte ad una simile inerzia e a dati in aumento anno dopo anno la riflessione dell'assessore è la stessa del cittadino: “L'analisi della riscossione della Tassa rifiuti mostra, anche per il 2019, una riscossione in linea con quella dell'anno scorso. Una percentuale non certo soddisfacente, in linea con molti altri comuni, ma che evidenzia una problematica in termini di cassa per coprire i costi della raccolta e smaltimento”. Pertanto ci si domanda se governa il cittadino o l'assessore.