Il cielo nuvoloso sopra Mastella e le sue ambizioni per le elezioni regionali in Campania del 2020

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Clemente Mastella
Clemente Mastella

Qualche nuvola s'addensa sul futuro 'campano' di Mastella: Berlusconi ha scelto Caldoro come candidato presidente del centrodestra alle Regionali di primavera, mandando in crisi il lavoro del ceppalonese avviato da mesi, contestualmente a quello di sindaco di Benevento (una fatica improba), che ne avrebbe dovuto proiettare la figura su un proscenio territorialmente più ampio, la Regione appunto. Come si è soliti fare in Forza Italia, l'uomo solo al comando decide e, nel corso di una riunione a Roma, Berlusconi “ha sciolto la riserva sul nome del prossimo candidato alla Presidenza per le elezioni del 2020”. Una (ri)scoperta: Stefano Caldoro, oggi leader dell'opposizione di Forza Italia a palazzo Santa Lucia. Sembra un'eco scontata ed addirittura... anticipata: “«Silvio Berlusconi? È sempre un innovatore ed indica la direzione giusta». Così su twitter, Stefano Caldoro, esponente di Forza Italia sull'intervista a Il Mattino di Berlusconi” (era il 2 aprile 2017).

E' una logica (l'imprimatur) non estranea allo stesso Mastella, così come alla consorte Lonardo, le cui indicazioni per questa o quella carica non hanno certo passato il giogo d'alcun esame preventivo (e alzi comunque la mano chi ha mai sentito parlare di 'Primarie' nel partito del leader e del pensiero unico).

Eppure, il politico ceppalonese prestato a Benevento come primo cittadino non ci sta e sul suo profilo social squaderna la vena oggi 'plurale' in seno a Forza Italia (peraltro sostenuta da un'autorevole parlamentare, la senatrice Lonardo: “Per le Regionali in Campania sì alle Primarie” - Il Mattino, 11 novembre) - ed esterna un evidente malumore: “Nonostante la designazione di Berlusconi per Caldoro, continuo a sostenere le primarie come strumento necessario per la scelta o la convalida di una indicazione. Non discuto mai le persone, ma il metodo, che non condivido. In Campania non sarà semplice vincere. Per quanto mi riguarda, presenterò una mia lista. Non essendo partecipe di nulla, mi pare la sola condizione per essere nel gioco. Un gioco che è cambiato radicalmente; e pochi se ne rendono conto”.

Il 'nuovo' Mastella non è diverso dal 'vecchio', insomma, e quindi il gioco non è affatto cambiato: misurare il proprio potere di interdizione e la conseguente forza contrattuale nella consueta aspirazione ad essere l'ago della bilancia. Dove questa penda, non è dato sapere. Né in fondo importa.