Dura risposta del Segretario della Camera di Commercio di Benevento alle accuse mossegli

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La Camera di Commercio di Benevento
La Camera di Commercio di Benevento

Il segretario generale facente funzioni della Camera di Commercio di Benevento, Roberto Pierantoni stasera, ha risposto, con una diffida, alla nota del presidente dell'associazione Altrabenevento, Gabriele Corona, dell'8 novembre scorso, pubblicata in parte sul Vaglio.it che censurava alcune sue dichiarazioni rilasciate durante una conferenza stampa. Pierantoni nella nota cita cumulativamente col Vaglio.it altre due testate. Naturalmente, ognuna risponde per sé e solo di quanto singolarmente ha pubblicato.

Pierantoni ha replicato inviando al Vaglio.it una una diffida a pubblicare, sebbene nell’articolo del Vaglio.it che lui cita, immediatamente, avessimo scritto che quanto riportato era la versione di una parte e che si era pronti a pubblicare un’eventuale replica dei chiamati in causa dall’associazione. Transeat…

Come appena ricordato, noi l’8 novembre abbiamo pubblicato parte della nota dell’associazione, quello che ritenevamo necessario, espungendo il resto, e gli aspetti più polemici e forti, nell’interesse di chi scrive, di chi è tirato in ballo, oltre che del giornale e del suo editore.

E’ una prassi di tutela che seguiamo sempre al Vaglio.it: polemiche sì, accuse pure, ma nei limiti. Così operando, in particolare nella mia ultratrentennale esperienza di direttore di giornali, senza omissioni di notizie o prudenti silenzi, mai una querela ho ricevuto e ne porto vanto: tranne che per le querele temerarie o intimidatorie, infatti, spesso le querele scattano per articoli mal scritti o superficialmente controllati.

Lo abbiamo fatto, ovviamente, anche per quanto segue, per gli stessi motivi, riportando ampiamente quanto necessario e in relazione al solo articolo del Vaglio.it. Questa premessa era dovuta, anche se pleonastica per chi legge Il Vaglio.it. (C.P.)

Di seguito il testo della nota di Roberto Pierantoni
: "Desidero rilasciare una dichiarazione a seguito dei fatti oggetto di … (omissis, NDD) pubblicazione ad opera dapprima di Teresa FERRAGAMO (articoli apparsi su SannioPAGE il 6.11.2019, il 7.11.2019 e il 9.11.2019) e subito dopo da Gabriele CORONA (articoli apparsi su SannioPAGE l’8.11.2019, su Gazzetta di Benevento l’8.11.2019, su IL VAGLIO.IT l’8.11.2019 e su AltraBenevento il 9.11.2019), sia su quanto avvenuto dopo la Conferenza stampa (e sottolineo dopo) tenuta presso la Camera di Commercio di Benevento in data 6.11.2019, per la presentazione del Protocollo di Intesa tra la Camera di commercio di Benevento e i Comuni di Bonea e Sant’Agata dei Goti, relativo al progetto “Sannio Terra di Falanghina”, sia sulle denunciate presunte illegittimità in tema di pubblicazione degli atti camerali.

Gli articoli non rispondono a verità storiche e fattuali, al di là degli errori in punto di diritto (sui quali mi permetto di provare solo tenerezza) e saranno sottoposti, a mezzo di istanza di punizione, alla competente autorità giudiziaria.

Non ho partecipato ai lavori del tavolo ma solo a conferenza stampa terminata ad una foto di gruppo. Circostanza ignorata dalla Ferragamo perché la stessa non ha preso parte alla conferenza. Non sapevo chi fosse la Ferragamo, sono intervenuto per difendere non solo la struttura che mi onoro di dirigere ma la verità quando la stessa ha affermato, a torto, che la Camera di commercio non pubblica e che occorre fare accesso agli atti per conoscerli. Un battibecco, nessuna aggressione.

Erano presenti molte persone tra cui diversi giornalisti. Se i due hanno detto il vero non hanno nulla da temere (…) altrimenti (…) perseguirò fermamente il loro comportamento forte dell'unica cosa che distingue le persone (…): la Verità. Io non mi lascio intimidire. Qualunque sia il motivo di questi comportamenti e l’ispirazione.

Il diritto di cronaca e quello di critica sono sacrosanti (...) I giornalisti professionisti conoscono i parametri della verità, della pertinenza e della continenza (...). Lo ripeto perché sia chiaro. Non mi lascerò intimidire (…) forte della verità.

La Magistratura è l'unico baluardo per simili situazioni. Se la Ferragamo o Corona ritengono in buona fede che siano stati commessi illeciti mi denuncino. Dubito che lo facciano: risponderebbero (…) del delitto di calunnia, perché ambedue sanno perfettamente come stanno le cose. Ad ogni articolo o commento contenente falsità seguirà una querela.

In Italia (…) vige lo stato di diritto (…) La Magistratura ha il compito di stabilire dove sono le responsabilità. Non i giornalisti (…).

La Ferragamo è stata legata alla Camera di Commercio in passato da una relazione professionale. Questo la pone in conflitto di interesse (…) con l'Ente”.
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Qui la nota di Pierantoni continua facendo riferimento: 1) ad “articoli e post della Ferragamo” che lo avrebbero ingiustamente accusato mai riportati dal Vaglio.it e quindi non oggetto di replica su queste colonne e di cui non diamo conto anche per evitare che pure i lettori del Vaglio.it vengano a conoscenza di quelle asserite accuse a Pierantoni da lui stesso reputate gravi e lesive: 2) ad accuse di Corona a loro volta mai apparse sul Vaglio.it e che quindi non riportiamo per i medesimi motivi del precedente punto 1).
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Torniamo alla nota di Roberto Pierantoni
: “Ho letto delle denunce di Corona e degli esiti delle sue denunce. Ho letto dei suoi procedimenti disciplinari e delle polemiche che l'hanno costantemente visto protagonista. Al momento ancora non mi è chiaro il motivo di questo suo comportamento. Ma andrò a fondo, poiché approfondisco sempre le cose e sono certo che lo comprenderò e se si tratterà di un motivo giuridicamente rilevante lo disvelerò senza timore. Forte della verità.

(…) Piuttosto un dubbio sorge spontaneo. Pur non essendo molto avvezzo a simili vicende mi sono balzate subito agli occhi delle “ (...) colleganze” (non saprei come meglio definirle) tra queste (…) accuse e altri spiacevoli episodi che ho registrato subito dopo l’assunzione dell’incarico di Segretario Generale Facente Funzioni della CCIAA sannita, che attengono proprio a (…) denunce per mancato rispetto delle disposizioni in tema di pubblicità degli atti camerali in particolare relativi a contributi e sovvenzioni per iniziative promozionali (...), probabilmente lecite ma non proprio rassicuranti, che meriterebbero di essere approfondite. E che sicuramente approfondirò.

Con nota a parte eserciterò il mio diritto alla rettifica di quanto non vero contenuto negli articoli sopra menzionati, anche in merito alle gravi ed ingiustificabili inesattezze evidenziate in tema di pubblicazione di atti camerali. Questioni alterate (…) per (…) motivi che dopo ripetuti tentativi non riesco a cogliere.

Infatti le loro (…) conoscenze del sistema che regola la complessa materia della “Trasparenza della Pubblica Amministrazione” (…) non consentono loro di percepire (…) la fondamentale distinzione che sussiste (…) tra “Pubblicazione dei provvedimenti amministrativi all’albo camerale on line” di cui all’articolo 32 della Legge n. 69/2009 e la nuova accezione di “Trasparenza” di cui al D.Lgs. n. 33/2013, così come novellato dal D.Lgs. n. 97/2016 (cd FOIA), intesa come conoscibilità generalizzata (che costituisce un principio e non più un’ampia eccezione).

Al razionalista del settecento Johann Martin CHLADENIUS, autore di uno studio teorico sulla logica interpretativa, è attribuito il noto aforisma: “in claris non fit interpretatio”, ovvero “le cose evidenti non necessitano di alcuna interpretazione”. Entrambi (…) cercano di fornire una distorta (…) ricostruzione dell’intera vicenda, tentando (…) di interpretare i contorni storici e giuridici in misura difforme dal suo reale contenuto. Addirittura viene preso a prestito il famoso slogan ‘casa di vetro’ che oltre 110 anni fa Filippo TURATI (illustre Politico, Giornalista e Politologo italiano, tra i primi e importanti leader del socialismo italiano, che, senza offendere nessuno e senza timore di smentita, posso affermare non avrebbe sicuramente gradito essere citato in questo contesto) richiamava.

Valutazioni di buon senso, oltre che di stretto diritto, pertanto, dovrebbero suggerire ad entrambi di astenersi da queste materie (…) “Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno” (Oscar WILDE). Mi sia consentito, allora, fare solo una considerazione, per uscire dalla critica scontata “di predicare bene e razzolare male”: desidererei essere aiutato a capire perché (sicuramente per mia incapacità) non riesco dal sito istituzionale della “loro” Testata On line (SannioPAGE) e Associazione (AltraBenevento) anche a scorgere una sezione dedicata all’Anticorruzione e alla Trasparenza, una Sezione dedicata agli obblighi sulla Privacy (Reg. UE 2016/679), una Sezione dedicata agli obblighi imposti anche alle Testate on line dalle leggi sulla stampa, sull’editoria e sulle comunicazioni, una Sezione dedicata alle Fonti di Finanziamento o a scaricare lo Statuto, o a comprendere se è stato adottato, al pari di altre Testate e Associazioni, il codice etico o un modello di organizzazione e di gestione (compliance), ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 (normativa sulla Prevenzione di Fenomeni corruttivi e sulla Trasparenza molto simile a quella introdotta dalla Legge Severino n. 190/2012 per le PP.AA.), sulla base delle Linee Guida redatte da Associazioni di Categoria (ad es. AIE - Associazione Italiana Editori), approvate dal Ministero di Giustizia.

Così come non scorgo la comunicazione resa obbligatoria ai fini della Trasparenza dalla Legge 4 agosto 2017 n. 124 (articolo 1, comma 125). Sottolineo sin da subito che non essendomi mai occupato di Testate giornalistiche e di Associazioni mi “auto-dichiaro” incompetente. Tanto dovevo.
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Fin qui la nota Roberto Pierantoni, segretario generale facente funzioni della Camera di Commercio di Benevento. E anche in questo caso, come sempre, Il Vaglio.it è disponibile a dar conto delle eventuali repliche dei dai lui chiamati in causa.