Maglia e giornata nera per il Benevento a Pescara: occorre una seria e pronta risposta nella testa e in campo

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Poi uno sguardo corre alla classifica, si scorgono variabili ma in fondo sembra non sia mutato troppo. Perché uno infatti pensa: lassù in vetta resiste il Benevento. Dunque, gli schiaffi meritati di Pescara come una giornata da dimenticare, uno scivolone. Una brutta partita, come talora accade, e nella stagione scorsa proprio a Pescara si ricorda una delle più brutte dell'intero campionato.

Ebbene, quella di quest'anno l'ha superata e si candida con autorevolezza, nel torneo giallorosso, alla maglia nera - guarda caso proprio la tenuta del Benevento allo stadio Adriatico, magari preventivamente indossata in segno di lutto per la sopravvenuta dipartita del calcio in qualche modo almeno giocato.

Per quanto le condizioni di graduatoria non abbiano subito scossoni, non è con la logica dell'incidente di percorso che va vissuto l'orrendo spettacolo in Abruzzo (ma di campanello d'allarme). Cade l'imbattibilità, e ci può stare, però si sgretolano certezze e si rivelano incertezze. La migliore difesa del campionato ha subito in 50 minuti più gol che nei precedenti 720 (recuperi escluso...). Contro una delle peggiori difese del campionato il Benevento non ha costruito alcunché di davvero pericoloso, se non in maniera rapsodica.

Andato statisticamente per la prima volta in svantaggio nell'arco del torneo, ha lasciato in panchina la capacità di reazione, a far compagnia a personalità e carattere.

La qualità invece è rimasta negli spogliatoi: la squadra si è rivelata sfilacciata nei singoli e nelle trame del tessuto ed il sarto ha perso il filo. Qua e là ciascuno di tali elementi, magari singolarmente, era affiorato nelle precedenti occasioni: l'effetto placebo del risultato ha smorzato i sintomi di volta in volta per otto turni.

Fino all'esplosione pescarese, imprevedibile per la misura, quando è venuto su tutto assieme e, purtroppo va detto, dinanzi non tanto al popolo della tv, quanto alla tifoseria accorsa in massa come non mai in trasferta in campionato. Ripagata con una prestazione di rara opacità.

Il dittico casalingo Cremonese-Empoli è talmente immediato nell'avvento che restringe il tempo per esami di coscienza e impone correttivi e riscatti a vista. E forse è meglio così, per valutare davvero la capacità di adattamento alle insidie del lungo campionato.