Un Benevento imbelle e senza idee sveglia il Pescara e subisce una cocente sconfitta: 4-0

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Filippo Inzaghi
Filippo Inzaghi

La goleada patita dal Benevento a Pescara si è materializzata nella ripresa, ma già il primo tempo aveva chiaramente mostrato che la squadra di Inzaghi, male assortita dal tecnico, non c’era. Nemmeno un tiro in porta e tanta arrendevolezza da far prendere coraggio, via via, ai padroni di casa del Pescara, reduci da un pessimo inizio di torneo. Poi però gli abruzzesi si sono resi conto che – metaforicamente - il diavolo non era così nero come lo dipingeva il primo posto in classifica e così, nella seconda frazione di gioco, non c’è stata più partita: i pescaresi hanno umiliato i sanniti rifilandogli ben 4 gol, senza subirne.
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Il Benevento ha dato qualche segno di concreta esistenza in campo solo dopo aver incassato la prima rete: bella percussione dell’ex Memushaj che scambia nello stretto al limite con Machin e si presenta solo davanti a Montipò e insacca, al minuto 47. Sei minuti dopo scende Ciofani sull’out destro e crossa, una leggera deviazione mette fuori gioco Montipò in avventata uscita e Machin di testa raddoppia.
Grottesca la terza marcatura biancazzurra: Coda, nell’avanzata metà campo pescarese, perde goffamente palla, sulla linea del fallo laterale, Machin così se ne va uccellando Tuia, ultimo baluardo giallorosso, corre lo spagnolo, entra in area e fulmina il portiere sannita.
La quarta rete è tutta merito del modesto arbitro Baroni di Firenze: si inventa al 93° un rigore per un inesistente fallo di Caldirola su Memushaj. Lo trasforma Maniero.
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Il Benevento oggi non è stato mai altezza della gara, tantomeno del suo percorso precedente, finora lusinghiero, non solo per i risultati ma per l’impegno profuso in campo e la voglia di vincere. Per gran parte della partita, anche prima dell’mbarcata, non è stato capace di costruire. Solo lanci in avanti a perdersi nel nulla. Una tattica questa già limitata in sé, in assoluto, ma che poi con lo stato di forma attuale (pessimo) degli attaccanti sanniti davvero è diventata un’assurdità. Perché se è vero che la sconfitta è da attribuire a tutti i sanniti, quelli che hanno fatto – abbondantemente - peggio sono stati gli attaccanti. Con Coda che ha sbagliato l’impossibile, ma che peraltro almeno ci ha provato: sua l’azione più pericolosa con un colpo di testa salvato sulla linea da Pezzella a Kastrati battuto(al 66° sul 2-0). Mentre assolutamente impalpabili e non pervenuti proprio sono stati sia Sau (che forse ha la scusante di un – evidentemente affrettato – rientro da un infortunio), sia Insigne, che incredibilmente è stato lasciato in campo (come figurante) fino al 76°, quando finalmente al suo posto è stato inserito Vokic.

Ecco perché le responsabilità della débacle non possono che ricadere anche su Filippo Inzaghi che non solo ha assortito male la formazione titolare, ma ha anche provato a rimediare con enorme ritardo.

E così, neanche contro la seconda peggior difesa del campionato, il Benevento (raggiunto ora dal Crotone in testa alla classifica) è riuscito a segnare, mentre è stato capace di incassare 4 gol in un sola partita, a fronte delle 8 precedenti, nelle quali aveva subito solo tre gol, rimanendo sempre imbattuto.

Questo 4-0 insomma non è certo stato il miglior viatico per le prossime due gare (casalinghe) che attendono i giallorossi in settimana: mercoledì contro la Cremonese e domenica contro l’Empoli. La concreta speranza è che Inzaghi ponga rimedio alle situazione, con i necessari avvicendamenti nell’undici titolare, perché, rimanendo nella metafora infernale, se errare è umano diabolico è perseverare…

Tabellino

Pescara: Fiorillo (46' Kastrati), Ciofani, Scognamiglio, Bettella, Masciangelo, Busellato, Palmiero (79’ Bruno), Memushaj, Galano, Machin, Borrelli (70’ Maniero). A disposizione: Brunori, Drudi, Pavone, Di Grazia, Zappa, Ingelsson, Campagnaro, Del Grosso, Bocic. Allenatore: Luciano Zauri.

Benevento: Montipò, Maggio, Tuia, Caldirola, Letizia, Insigne (76’ Vokic), Hetemaj, Viola, Improta (58’ Schiattarella), Sau (71’ Armenteros), Coda, . A disposizione: Manfredini, Gori, Del Pinto, Sanogo, Basit, Gyamfi, Di Serio. Allenatore: Filippo Inzaghi.

Arbitro: Niccolò Baroni di Firenze.

Note: Ammoniti: Borrelli, Busellato, Machin; Maggio, Tuia.