La Samte affonda anche perché non pagano i loro debiti i Comuni, tra cui quello di Benevento. Che però polemizza

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Che nella vicenda Samte siano più i lati oscuri rispetto a quelli in piena luce è una sensazione patita a pelle. Mentre, al contrario, godono di una esemplare chiarezza le polemiche politiche: l'ultima in ordine di tempo è insorta fra il consigliere provinciale del PD Ruggiero (leggi), anche vicesindaco di Foiano di Val Fortore, e l'assessore all'ambiente del Comune di Benevento a guida Forza Italia, Luigi De Nigris, (leggi).

In breve: ci si rinfaccia l'entità dei debiti verso l'azienda della Provincia di Benevento maturati da palazzo Mosti – e si sa che, date le esangui casse della Samte e il pendente rischio di licenziamento per le maestranze, qualsiasi credito da essa vantata è una sorsata d'acqua fresca, ovvero fonte se non di vita almeno di sopravvivenza. E mentre Ruggiero, secondo De Nigris, spara a salve (“...Mastella, sindaco di Benevento è il più moroso dei sindaci della Provincia nei confronti di Samte per un esposizione di oltre due milioni e mezzo di euro“), lo stesso De Nigris, secondo De Nigris, rintuzza a pallettoni veri: “L’esposizione del Comune di Benevento nei confronti della SAMTE, relativamente alla gestione Mastella, non ammonta a oltre due milioni e mezzo, bensì a poco più di un milione e trecentomila”. Diciamo che non si può non prendere atto con sollievo della precisazione. E, di conseguenza, dedurre che all'andamento ordinario della quotidianità aziendale della Samte - e ai suoi alti e bassi - sia stato 'sottratto' dal Comune di Benevento appena 1.300.000 euro. De Nigris, però, non specifica il 'perché', almeno ai dipendenti Samte verso i quali oggi tanti tribuni manifestano solidarietà. Né il ricordare, l'assessore, anche il debito che avrebbe maturato il comune di Foiano di Val Fortore aiuta a far scemare alcunché: in realtà amplia il vuoto finanziario.

A proposito: l'importo – tende a specificare De Nigris – sarebbe “maturato nell’anno in corso, per effetto della delibera della Provincia di Benevento che ha previsto un costo pro capite di oltre 14 euro, e come noto è stata contestata da tutti i Comuni della provincia”. Ma – almeno a leggere l'esito del primo ricorso dichiarato inammissibile dal Tar (leggi) - “sulla materia c’è un difetto di interesse ad agire da parte del Comune ricorrente”. Monta, dunque, la curiosità di sapere come vorranno far fronte a un'altra prevedibile domanda - tanto De Nigris, quanto Mastella e il Comune stesso - se dovesse essere confermato questo orientamento giurisprudenziale anche per i ricorsi degli altri enti contrari al pernicioso aumento...