Benevento - Perugia come fossero tre partite, con l'arbitraggio non all'altezza che le ha condizionate

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L'essere un match di cartello, Benevento-Perugia, ha comportato una serie di benefit inattesi, per gli spettatori – e anche qualche sprazzo inguardabile. Chi infatti ha acquistato il biglietto o staccato un ticket dall'abbonamento ha avuto il privilegio di assistere a tre partite in una. La prima è durata un tempo e qualche spicciolo del secondo: i giallorossi hanno neutralizzato gli umbri, corso ben pochi pericoli e magari seminato poco in attacco, ma avendo modo di regalarsi il massimo del raccolto, con Armenteros.

La seconda ha preso il via al 51', con l'espulsione (doppio cartellino giallo) di Tello: giocoforza è cominciato il contenimento degli avversari che, nella superiorità numerica, hanno reperito baldanza e un prevedibile dispendio di energie fisiche, con qualche sprazzo in contropiede colpevolmente non concretizzato. La terza, infine, ha avviato il viale del tramonto agonistico all'83', quando si è ristabilità la parità in campo causa l'espulsione di Carraro, tra gli ospiti: il Perugia ha continuato per inerzia a spingere, il Benevento ha pagato lo sforzo precedente e pensato a quel punto solo a difendere il (meritato) risultato, addirittura fino a otto minuti oltre il novantesimo. Fin qui le belle note per chi era sugli spalti.

L'altra faccia della medaglia presenta il conto anche di una gara nervosa, spezzettata, con qualche animosità di troppo in campo (quasi a creare una sorta di nuova rivalità agonistica). Se evidentemente si è deciso di affidare il clou della giornata (l'ottava di andata della serie B) a un qual certo direttore di gara, è pensabile che sullo stesso si nutrano speranze o si intravedano spiragli per una carriera importante.

Ecco, questo è l'unico giudizio che val la pena di spendere sull'arbitro esibitosi al Vigorito: ha contribuito a esacerbare gli animi non rivelandosi all'altezza. Poco lucido e spesso lontano dall'azione, di manica larga e stretta a orologeria, dispensatore di cartellini a volte in modo giusto a volte no, la giacchetta davvero nera in questo caso è stato l'artefice dell'imbruttimento dello spettacolo tecnico.

Dunque, un arbitraggio non all'altezza, e quando questo accade – e talora accade – il danno è per tutti gli attori in campo: fino a prova contraria non si è mai prevenuti, ma solo di maggiore o minore capacità, proprio come un giocatore o un allenatore o un presidente.