Mastella e la maggioranza delle bizze: "Se viene meno l'unità di intenti, sarò felice di fare il nonno"

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Con una dichiarazione (di intenti, anche) che supera di gran lunga l'abituale messaggistica da social, il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha inteso blindare la sua esperienza di governo cittadino. Il testo, che riportiamo nella sua interezza di seguito, è naturalmente rivolto all'interno e non destinato all'esterno. E quindi mira a catturare le attenzioni dei suoi alleati e sodali politici rivangando la necessità di mantenersi fedeli al programma, la bontà dei risultati finora ottenuti, la vacuità delle bizze in favore di stampa e dei cinque minuti di pubblicità personale, l'obiettivo dell'ultimo tratto di percorso da completare in maniera egregia come il precedente, eccetera eccetera. In tal modo esclude l'opinione pubblica ma - e la politica bazzicata per così lungo tempo non è esperienza vana - riesce a creare una saldatura fra tali parti proprio nella considerazione finale, che strizza comunque l'occhio al popolo degli elettori tratteggiando un suo futuro da Cincinnato, con la famiglia in luogo della terra da coltivare, dovesse esservi costretto dalla rissosità o dalla possibile sfaldatura della sua maggioranza, ed al tempo stesso insinua la possibilità di un "rompete le righe" che non lascerebbe presagire nulla di buono per la compagine che lo circonda, la cui ragion d'essere è in Mastella stesso, nella sua figura e in quel carisma da assecondare se si nutrono ambizioni di continuità, con vesti e compiti diversi...

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Questa la dichiarazione del sindaco: “Dopo aver ascoltato pazientemente quasi tutti i consiglieri della mia maggioranza, tranne chi, con irriverenza gratuita e superficiale, ha girato lo sguardo altrove, ho tratto alcune conclusioni operative. Io credo, questo è il dato principale, che, soprattutto nella governance locale, occorra avere una solidarietà marcata tra i contraenti di una alleanza, che si è realizzata su un programma con il quale abbiamo vinto le elezioni tre anni fa. Da quel programma, che rimane la mia via lattea, non intendo discostarmi, anche perché abbiamo già realizzato cose incredibili ed importanti, di cui darò conto a fine anno. Tutto questo, in verità, nonostante i pesanti detriti amministrativi ereditati, tra cui, ad esempio, lo stadio Vigorito ed il Malies. E mi spiace che anziché spiegare all’esterno la bontà di quanto abbiamo prodotto, a volte, appare una piccola babele di linguaggio tra alcuni componenti della mia maggioranza, che finiscono per litigare sul nulla, anziché, invece, assecondare un principio di solidarietà, come si conviene a chi appartiene alla stessa maggioranza.

Assisto alcune volte, e me ne dispiace, ad alcuni che tentano di tirarmi per la giacca o finanche a chi intende valutare il mio operato nei prossimi tre mesi. La cosa mi appare, francamente, un po’ ridicola. La mia idea mite della politica mi ha sempre portato, e sempre mi porterà, a dialogare con tutti, ma il dialogo non significa accettare a tutti i costi ciò che alcuni ritengono verità pregiudiziale, la propria verità come accettazione da parte degli altri. Non è questa la democrazia che deve svilupparsi in una maggioranza coesa. Non mi piace l’ossessione mediatica di chi vuole andare a tutti i costi all’esterno, sui giornali, per recuperare pochi minuti o poche parole di pubblicità estemporanea. Ciò che chiedo a tutti, vecchi e nuovi commilitoni del Consiglio, è di aiutarmi con pazienza, con generosità, per affrontare i tanti problemi della nostra comunità. Se prevalgono le beghe, le liti tra comari, io non credo che la gente lo capisca e questo genera soltanto confusione. Bisogna stabilire un criterio rigoroso di appartenenza alla maggioranza. Non si può essere di lotta e di governo.

Quanto ai gruppi nuovi che nascono, ne rispetto l’identità, ma non cambia nulla, per quanto mi riguarda, nell’eventuale logica di richieste assessoriali. Ho utilizzato, nel mio percorso, e continuerò a farlo, le risorse di tutti i miei consiglieri, di quelli che convennero con me nel patto iniziale di governo locale e di quelli che sono venuti successivamente, ho reso tutti responsabili in egual misura e a tutti coloro che vogliono starci, chiedo eguale senso di responsabilità. A tutti chiedo di aiutarmi a realizzare il programma che ci rimane, ma nessuno ponga condizioni assillanti, obiezioni fantasiose, emendamenti fuori logica. Per le cose che richiedono serietà, sono sempre disponibile, per quelle che sottendono altri fini, assolutamente no. A quelli che ci stanno, richiedo, nell’ultimo miglio, che ha bisogno di qualche tagliando, di collaborare con serenità e con intelligenza. Nell’ultimo miglio rilevo anche qualche stanchezza di qualche collaboratore, ma il ricambio, quando ci sarà, e se ci sarà, non avverrà sull’onda della pressione, ma sarà deciso da parte mia, ascoltando tutti quelli che, in buona fede, mi proporranno soluzioni e persone adatte allo scopo.

La maggioranza, fino ad ora, c’è sempre stata e ringrazio per questa unità di intenti. Laddove non dovesse più esserci, mi dedicherei, non come surrogato, ma come scelta felice di vita, a fare il nonno, un mestiere che ho scoperto essere eccezionale, come sanno i tanti nonni che, come me, vivono questa straordinaria esperienza”.