Le favole e gli orchi: le gravi accuse avanzate sull’assistenza all’infanzia in Val d’Enza

- Opinioni di franco bove
Il Tribunale di Reggio Emilia
Il Tribunale di Reggio Emilia

L’accusa mossa dalla Procura di Reggio Emilia ai servizi sociali della Val d’Enza ha rivelato aspetti davvero raccapriccianti dell’attività professionale e politica nel delicatissimo campo dell’assistenza all’infanzia. In attesa di conoscere le argomentazioni della difesa degli imputati, se in giudizio le imputazioni dovessero essere confermate, ci troveremmo davanti a un caso abnorme, atroce e inquietante per la nostra democrazia, perché sarebbero stati violati diritti umani sanciti dalla nostra Costituzione, oltreché le norme del Codice penale.
L’ipotesi degli accusatori, infatti, è che i reati siano stati perpetrati proprio dai rappresentanti delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggere i minori, assicurare la serenità e la pienezza della loro vita familiare ed evitare i rischi di mercificazione di piccoli esseri indifesi.

Gli indagati sono ben 27 tra cui il sindaco di Bibbiano, funzionari dell’Amministrazione comunale, psicologi, educatori e assistenti sociali investiti da incarichi pubblici che la Procura ritiene abbiano agito in concorso tra loro. Per gli inquirenti, lo scopo non era solo di procurare vantaggi economici illeciti a una onlus di Moncalieri, che porta la favolistica, paradossale denominazione di “Hansel e Gretel”. A questa era demandato il compito di sottoporre a cure costose quanto inutili e forse perfino dannose i figli minorenni di genitori economicamente disagiati, fanciulli e fanciulle strappati alle famiglie di origine con motivazioni falsamente scientifiche e, soprattutto, infamanti.

Per i magistrati inquirenti, l’obiettivo essenziale di tale organizzazione era di affidare ad amici e conoscenti privi di prole i bambini sequestrati, dopo averli manipolati con pratiche coercitive da vecchio manicomio. Non si ipotizza, dunque, uno dei tanti episodi di malgoverno e di corruzione cui, purtroppo, siamo costretti ad assistere di frequente. Si prospetta ben altro. Sembra quasi la trama di un film in cui Quentin Trantino che riscrive Charles Dickens.

Stando alle indagini, tra gli affidatari figura anche una coppia di donne omosessuali che vantava stretti rapporti con una delle protagoniste di questa vicenda, una fautrice delle teorie gender. Non è un particolare secondario. Perché, stando alla Procura, in questa storia fosca gli interessi materiali si mescolano indissolubilmente con visioni politiche e tendenze culturali che pretendono di essere innovative e persino progressiste, ma nei fatti dimostrano di radicarsi nelle peggiori ideologie novecentesche e di non avere, pertanto, alcuna sostanza etica.

Una strampalata commistione di determinismo materialistico, di psichiatria comportamentista e di libertinismo anticonformista ha reso, infatti, possibile superare ogni limite di sensibilità umana e di pietas verso i deboli.

A mio avviso, non bisogna sottovalutare questo problema che ha, nello stesso tempo, una componente tragica e una grottesca di estrazione fumettistica. E’ come se nel calderone di maga Magò, in una disgustosa brodaglia di espedienti tecnici, avessero immesso delle polveri magiche contenenti la crudele volontà di destrutturazione dei Kmer rossi, le spietate sperimentazioni mediche naziste e il cinismo persecutorio staliniano. Per quanto incredibile, stando all’inchiesta, la pozione ha avuto effetto e si è passati dal fumetto noir all’orrore della realtà.

Gli inquisiti, i-nfatti, sono stati presi da odio verso la normalità e dal delirio di potenza del sapere tecnico, convincendosi, magari, di star percorrendo una strada proficua per il futuro.

E’ accaduto già altre volte in passato. Del resto solo con siffatti presupposti intellettuali è stato possibile, come emerso dalle indagini, applicare elettrodi alle gambe di un bambino inerme e spaventato. La tecnica, oggi, sta mostrando tutta la sua gelida forza pervasiva e sotto camuffamenti culturali o pseudo scientifici di ogni sorta impone la sua logica, determina le contrapposizioni politiche, acuisce le divisioni e causa la perdita di ogni valore filosofico o religioso di riferimento. Basta ricordare che il manuale di psichiatria americano elenca oltre seicento patologie mentali senza spiegare in che cosa consista, poi, la condizione di sanità cerebrale. In Italia, peraltro, sono state inventate altre forme di patologie del genere. Si ricorderà quella che alcuni psicoterapeuti sostengono essere causata ai propri figli dalle mogli separate per eccesso di dedizione. Non è prevista né dai protocolli medici, né dalle norme vigenti, ma viene ugualmente utilizzata nei procedimenti giudiziari in forma di tortuosi ragionamenti privi di autentiche verifiche. Eppure le neuroscienze hanno mandato in frantumi molte convinzioni della psicologia contemporanea, in particolare le teorie freudiane sulla coscienza e sui suoi substrati (subconscio e inconscio). Durante le ricerche e le sperimentazioni non è stata rinvenuta alcuna area del cervello con tali funzioni.

Nonostante ciò le discipline dei vari settori che si occupano della mente umana continuano a sviluppare separatamente le loro deduzioni, come avveniva nell’accademia di Lagado descritta nei Viaggi di Gulliver, e pretendono che siano applicate quasi fossero verità indiscutibili. Come faremo a difendere la sacralità delle persone e la loro libertà di scelta nella vita quotidiana da questa ondata di scientismo ottuso? E’ un quesito basilare, cui, però, è difficilissimo rispondere.