Asea, vicende giudiziarie e questione compensi: interviene Alfredo Cataudo

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Scrive l'ex presidente del Cda di Asea, Alfredo Cataudo: "Come correttamente raccontato dai portali d’informazione, il Pm Francesca Saccone ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci. La vicenda, come noto, riguarda il provvedimento con cui l’11 gennaio del 2017 Ricci, quale Presidente della Provincia, decretava la nuova decadenza del sottoscritto dalla carica di presidente del Cda dell’Azienda Speciale Asea. Mi limito, come giusto che sia, a prendere atto della richiesta della Procura. Sarebbe d’altronde irriguardoso, oltre che sbagliato, commentare una vicenda giudiziaria ancora in corso. Errore invece commesso da ‘altri’ ai quali voglio ricordare che ‘la bolla di sapone’, intanto, ha assunto le sembianze di una richiesta di processo.

Ma sempre sulla questione Asea e sempre sui comportamenti – più volte censurati dalla Magistratura – volti a danneggiare la mia persona e il mio operato e perpetrati dagli organi di governo della Provincia, è doveroso portare all’attenzione dell’opinione pubblica quanto accaduto nell’ultima riunione del Cda Asea, tenutasi il giorno 19 giugno. All’ordine del giorno, infatti, c’era la questione dei compensi che il sottoscritto ha legittimamente percepito nel ricoprire l’incarico di presidente del Cda. Come si ricorderà, per il segretario generale Franco Nardone e per il presidente Ricci – e soltanto per loro – quelle somme erano invece da restituire nonostante il parere contrario dello stesso Collegio dei Revisori che aveva dichiarato l’istanza di Nardone ‘non sostenibile né per giurisprudenza, né per dottrina’. Ebbene, come si legge dal verbale della riunione del 19 giugno, pure la Corte dei Conti si è espressa sulla falsariga di quanto dichiarato dai revisori, ritenendo che la gratuità della partecipazione agli Organi amministrativi sia una misura limitata alle Aziende Speciali che ‘vivono’ dei ‘contributi’ dell’ente locale titolare e non è questo il caso dell’Asea. Dunque, la Corte dei Conti ha ribadito quanto già sostenuto da me e dai revisori. E’ questa l’ennesima, e non certo ultima, brutta figura collezionata dal duo Ricci-Nardone. E sarebbe ora che cominciassero a darne conto.

Con il trascorrere del tempo, insomma, il puzzle si va componendo. Tassello dopo tassello, il disegno viene fuori e si mostra con chiarezza agli occhi dell’opinione pubblica. Nella querelle Cataudo-Provincia, per riprendere la definizione spesso utilizzata dagli organi dell’informazione, c’è chi ha sempre avuto ragione e chi ha sempre avuto torto. E se io ho difeso le mie legittime attese, altri hanno scientemente e testardamente sostenuto il torto, utilizzando la cosa pubblica. Per questo, per tutelare la comunità sannita, ho interessato della vicenda sia la Corte dei Conti che i nuovi revisori della Provincia: non sia Pantalone, questa volta, a pagare”.