Depurazione - Verbali per 5mila euro e rischio chiusura attività per circa 40 esercizi commerciali a Benevento

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Gli agenti della Polizia Municipale di Benevento stamattina hanno cominciato a elevare salati verbali ad alcuni titolari di negozi ed esercizi commerciali di Benevento. Sei quelli comminati oggi, su un totale di circa 40 per la cifra di 5.000 euro ognuno. Debbono pagare gli esercenti perché sprovvisti della debita autorizzazione in materia di depurazione delle acque reflue, anche se dagli stessi richiesta. Infatti, com’è noto, non basta richiederla con la dichiarazione di inizio attività o in altra maniera, occorre averla ricevuta.

Alla domanda dell’esercente, infatti, deve seguire un preliminare parere favorevole dell’azienda titolare del servizio idrico in città (la Gesesa) e successivamente l’autorizzazione da parte della Commissione Attività produttive del Comune di Benevento. La città, come purtroppo è noto, si trova ancora in una delle situazioni più gravi di inquinamento e di inciviltà in Italia perché priva di un sistema di depurazione di quanto finisce nelle fogne che scaricano direttamente nei due fiumi e nei vari torrenti del territorio.

Da ultimo, in conseguenza di questa grave mai colmata lacuna politico-amministrativa, sono anche stati emanati dei provvedimenti di sequestro da parte della autorità giudiziaria, tra l’altro, tesi a impedire il rilascio di qualsiasi autorizzazione all’apertura di una nuova attività imprenditoriale, in mancanza messa in funzione sistema di depurazione. Una realizzazione periodicamente annunciata dai vari sindaci che nei decenni si sono alternati e tuttora annunciata ma sempre di là da venire.

Tornando ai commercianti colpiti dai verbali o che stanno per esserlo, molti di loro hanno anche cercato di provvedere preliminarmente per limitare i danni, ma ora il Comune, anche in seguito al citato provvedimento giudiziario di sequestro, non ha potuto che procedere in loro danno. E, ripetiamo, i 5mila euro non paiono che l’inizio. Per la mancata messa in regola, in pochi giorni successivi (regolarizzazione impossibile) è infatti prevista la chiusura dell’attività.