A Benevento e nel Sannio va ripreso il cammino (di gruppo) sulla via dei diritti e della solidarietà

- Solidarietà IlVaglio.it

Ad Amorosi si è consumato - con la morte di un sessantunenne – il contrappasso di un dramma della solitudine che, proprio perché tale, risponde alle caratteristiche dell’esclusione sociale. Nel fragoroso e imbarazzante silenzio della politica complice degli scempi civili e nell'affastellarsi di notizie che sostituiscono in un flusso incessante le une alle altre derubricandole senza gradazioni di significanza. E mentre a Benevento una salutare moltitudine ha sfidato, ieri sera, inclemenze meteo, pur di far avvertire un palese dissenso rispetto alla sciagurata politica di esclusione.

In sostanza, in entrambi i casi, grida di orgoglio e dolore e aiuto che si alzano dalla comunità dai suoi confini e che i tempi attuali vogliono spegnere nel calcolo elettorale, fatto di odio e indifferenza, sensibile agli umori dei sondaggi, pronto nel cogliere il peggio di ognuno catturandone giusto quel movimento di pancia che spinge a disinnescare il cervello.

La nuova società che ci tocca di frequentare, vivendo fra fascismo, razzismo, incompetenza e incultura personale e istituzionale, non è però l'unico mondo possibile: lo immagina e lo vuole diverso il Coordinamento Sannio Antirazzista sceso in piazza, anche se è salato il pedaggio che paga chi in detto mondo, oggi, si ritrova ai margini.

Gli accadimenti sanniti di mercoledì 9 gennaio, positivi perché vivaci in politica e luttuosi perché neri di cronaca, vanno dunque connessi: sono altrettante scosse per la coscienza dell'individuo e, sia pure da versanti diametralmente ed emotivamente opposti, carburante per riprendere il cammino (di gruppo) sulla via dei diritti e della solidarietà. Isolando e condannando un modo del fare governativo protervo e, nella concretezza dei fatti, disinteressato al destino degli ultimi.