Di Maria non è Superman. Ora che guida la Provincia lasci qualcuno dei tanti incarichi

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Gli equilibri politici da salvaguardare, certo; le discussioni “in spirito di amicizia” assieme agli altri consiglieri perché il cerchio della nomina possa essere quadrato, e va bene. Il gesto formale del passo indietro, però, che non debba necessariamente essere contestuale al nuovo avvento, ebbene quello non necessita di particolari accordi o caminetti che dir si voglia. Antonio Di Maria, sindaco di Santa Croce del Sannio, è dall'inizio del mese di novembre anche il nuovo Presidente della Provincia: come sappiamo, sconfiggendo Franco Damiano ha espugnato la Rocca dei Rettori ed estromesso, dopo decenni, il centrosinistra di governo. Si è seduto, insomma, su uno scranno di un certo livello che richiede tempo e applicazione.

Come, parimenti, tempo e applicazione richiede la sua comunità di Santa Croce del Sannio, perché il ruolo di primo cittadino non è proprio quello dell'ultimo arrivato nell'amministrazione della cosa pubblica. Ma non si può escludere dal novero anche la Comunità Montana Titerno Alto Tammaro, un organismo che ha i suoi riti amministrativi e politici come tutti gli altri e nel quale Di Maria (che nel 2016 è stato pure nominato vicepresidente dell'Uncem - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, senza dimenticare l'impegno in Sannio Smart Land, associazione tra 17 Comuni delle aree Titerno e Tammaro per il coordinamento, l’attuazione e la gestione associata in materia di sviluppo, pianificazione strategica e programmazione) occupa la poltrona di Presidente. Orbene: funzioni apicali in ben tre enti territoriali, ciascuno a suo modo importante.

E' naturalmente fuori luogo parlare di cumulo di cariche, perché tutti gli uomini politici hanno abituato l'opinione pubblica all'alta considerazione del proprio compito e all'indistruttibilità del proprio fisico. Né è il caso di invocare sciocchezzuole meramente formali, tipo l'etica. Ecco, magari la lettera di dimissioni dalla Comunità Montana poteva essere soltanto un gesto, il primo bel gesto di Di Maria nel segno ormai più che moderno dell'ennesimo 'cambiamento' che ha propugnato candidandosi e del quale si è fatto portatore attraverso la sua compagine politica.

E' chiaro che, nella messe dei molteplici impegni dei molteplici ruoli, in poco più di una settimana nessun umano si trasformi in Superman. Ma la kryptonite pare non serva affatto per impugnare una penna...