Scuole a rischio a Benevento: al degrado della Moscati nessun rimedio. Fanno paura le caramelle...

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Lo scorso 12 settembre, i genitori degli alunni frequentanti l'Istituto Moscati di via Vittorio Veneto, in Benevento, hanno denunciato il precario, a dir poco, stato di sicurezza e di vivibilità del degradato stabile che tale scuola ospita. Come in tanti altri istituti scolastici cittadini, la sicurezza del Moscati non è stata accertata e garantita e – forse – lo sarà, addirittura, entro la metà del prossimo anno. Intanto, i bambini ogni giorno entrano in quell’edificio come se nulla fosse. Da settembre nulla è cambiato. Le doglianze dei genitori quindi continuano: i lavori di ripristino delle facciate, annunciati in via informale, dopo l’esposto inviato al dirigente scolastico e al sindaco Mastella, non sono mai stati avviati. Sono stati effettuati solo dei lavori mirati a chiudere dei fori presenti da mesi nei solai (praticati per verificarne lo stato).

Non è solo l’evidente stato di degrado esterno dell’edificio a preoccupare (vedi la fotogallery pubblicata a settembre sul Vaglio.it), ma soprattutto quello strutturale e degli ambienti insalubri: le infiltrazioni di acqua piovana sono continuate e probabilmente aumentate, date le copiose precipitazioni delle scorse settimane. E si sono manifestate, lamentano i genitori, anche all’interno delle aule al primo piano.

La loro denuncia di settembre è stata molto dettagliata: “L’intera facciata dell’edificio è interessata da un evidente processo di corrosione che, se non adeguatamente contrastato, conduce ad una serie di problematiche legate alla durabilità del manufatto intero: la fessurazione del copriferro dovuta all’espansione dei prodotti della corrosione, la perdita di sezione trasversale della barra e la riduzione dell’aderenza all’interfaccia tra acciaio e calcestruzzo circostante che può spingersi fino a valori tali da determinare il disancoraggio delle armature.

Il risultato di tali effetti sulla struttura è la diminuzione della capacità portante dell’intero manufatto investendo il degrado, anche elementi strutturali quali il pilastro d’angolo, la trave di bordo, la trave del soffitto, le piattabande delle finestre. Allo stato, gravemente compromessa risulta essere, dunque, la sicurezza della costruzione e di chi la occupa".

Come sopra ricordato, la Moscati è solo una delle tante scuole di Benevento funzionanti in edifici la cui sicurezza non è stata ancora controllata e garantita dal Comune di Benevento, ente tenuto a farlo. Il Vaglio.it, tenuto conto soprattutto del fatto che la città è al massimo livello per esposizione al rischio sismico, ha già chiesto a Mastella (e a tutte le autorità di governo, nonché ai responsabili delle forze dell’ordine e della magistratura locali) di impedire la prosecuzione di tale esposizione degli alunni (e dei lavoratori) e di farli entrare e rimanere esclusivamente in ambienti sicuri (clicca e leggi l'articolo).

Ma Mastella tira dritto e - pur avendo annunciato l’esistenza di un piano comunale alternativo, qualora gli stabili dovessero rivelarsi non sicuri al compiersi del lento procedere delle verifiche comunali – ne consente l’uso. Il sindaco se ne sta assumendo ogni responsabilità, lui e tutte le autorità locali che potrebbero intervenire e non lo stanno facendo.

Nel frattempo, alle serissime preoccupazioni per questa situazione di potenziale pericolo cui non si pone rimedio, i genitori della Moscati devono pure sorbirsi qualche beffa: raccontano che, recentemente, attraverso le rappresentanti di classi, gli è stato comunicato che, a tutela della salute dei propri figli, non sarà più consentito loro di portare in aula neanche una caramella da distribuire in occasione di onomastici e/o compleanni, anche nelle classi dove è accertato che nessun bambino soffra di allergie alimentari. Una caramella, dunque, risulta potenzialmente molto più pericolosa di un pezzo di intonaco che si potrebbe staccare dalla facciata di quella scuola, per non ipotizzare altri guai maggiori. Si dovrebbe ridere per non piangere, ma la situazione è troppo seria per non essere soltanto preoccupati e arrabbiati.