Il “purché se ne parli” di Ferragni-Fedez è un investimento pur se toppano. Le istanze critiche attenderanno ancora

- Effetti collaterali di Giovanni Barra

Quando un nuovo capitolo della saga “I Ferragnez” viene recapitato alla media-sfera ci è quasi impossibile non dedicarci allo sconforto e ad altri sentimenti limitrofi. Percentuali stati d'animo: 45% sconforto/ 25% indignazione/ 15% rabbia/ 10% autocommiserazione/ 5% resilienza. Proprio così, la nostra psiche funziona solo per multipli di 5 e non senza contraddizioni emotive. In punta di resa, contempla lo spettacolo dei Ferragnez nel genetliaco Carrefour ideato dalla “geniale” influencer per il suo “geniale” rapper: lanci di ortaggi e altri sprechi goliardici da dare in pasto ai like. Per qualcuno la fenomenologia del bimbominkia, per qualcun'altro il ritratto della mediocrità come stato di grazia, per qualcun'altro ancora la riscoperta delle aberrazioni del capitalismo.

A detta di uno dei protagonisti, sulla piagnucolosa via della redenzione, un'emorragia di post e un isterico commentare che avrebbero restituito proditoriamente un'immagine distorta della sua persona, lontana anni luce, per granitica ontologia, dallo scempio esibito in sede di compleanno-Carrefour: la preziosa confessione è persino documentata da un video.

Eppure, sia la melodrammatica assunzione di responsabilità degli influencer, extrema ratio, sia la goffissima paraculata del cibo da dare in beneficenza, non sono servite a placare l'animosità collettiva, piuttosto carente in poesia nell'esprimersi, garantiamo. Lo spot (perché tutto è spot per la coppia brandizzata), girato in un luogo non di esemplare rispetto dei lavoratori e rivolto a un pubblico benestante sempre più prossimo all'estinzione, non ha voluto saperne di attecchire. A confronto, l'acqua in edizione limitata della Ferragni rischierà una inaspettata rivalutazione tra i detrattori dai testicoli ridotti in ruderi.

Insomma, la crociata gallica di Evian e Carrefour per farci intendere a dovere il potenziale inespresso (ma di quanto potenziale dispongono?) dei “geni” nostrani, considerando anche la flessione registrata nelle vendite dei mezzibusti dei Ferragnez, in apparenza, ha decisamente steccato. “La spaventosa lucidità dei falliti”, indignati per l'ostentazione bambocciolatrica dello schiaffo alla miseria, per una volta, in via del tutto estemporanea, pare abbia prevalso sulla patinata narrazione dominante dell'imprenditore-visionario-arricchitosi-sulla-fuffa come unico paradigma esistenziale possibile.

Ma tranquillizziamoci, il fatto che l'intenzione complessiva delle aziende francesi si stia avvalendo di un'eterogenesi dei fini di difficile lettura non pregiudicherà in alcun modo il permanere, sulla lunga distanza, della coppia mitologica all'interno del mercato delle ciance, anzi. Il “purché se ne parli” è un investimento nel “se ne parlerà ancora per molto” e l'essere momentaneamente sub iudicio (traduzione google: sotto una tempesta di merda) verrà compensato dall'essersi accampati da un bel po' nel giovane immaginario italico in qualità di modello vincente, di conformismo in purezza, fiero, decerebrante, premiato, studiato e osannato.

L'upgrade di lei e il suo compagno tutto d'un pezzo continueranno a incassare patenti di genialità e laute ricompense in giro per il mondo, mentre chiunque critichi la pochezza antropologica dilagante che incarnano avrà sempre meno possibilità espressive ed economiche.

L'epoca corrente non ha eguali nella storia nella sua incapacità di autocritica, di strutturazione del pensiero, di pensarsi altrimenti, nella sua capacità di cannibalizzazione delle istanze critiche, di marginalizzazione della complessità, di nascondersi. Aggiornamento percentuali stati d'animo: 45% s./ 5% i./5% r./ 40% a./ 5% r2.