Il tragicomico Comune di Benevento: la nuova scala mobile non si può montare

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Il termometro dell’azione politico/amministrativa cittadina segna in questi giorni un rialzo di temperatura, con conseguente febbre da improvvisazione. In verità, in molti casi, la patologia – anche lieve -, che con termine molto attuale si direbbe “virale”…, è stata al tempo stesso espressione della curva discendente del gradimento dei cittadini, ma anche dello stato di ‘salute’ della Giunta Comunale a guida Mastella. Nel riconoscere comunque la necessità di certi lavori, come il ripristino della funzionalità della scala mobile di via del Pomerio per l’accesso agli uffici comunali (una vergogna che data tempo immemorabile: un misuratore, a sua volta, delle vuote parole delle precedenti amministrazioni), era piuttosto difficile non prefigurarsi il conseguente caos, gravando sull’area già le conseguenze della chiusura del Ponte San Nicola. Chiusura, sia detto per inciso, della quale non si parla mai abbastanza. Forse, anzi soprattutto, grazie alla virtù della pazienza e dell’umana sopportazione che caratterizza innanzitutto i residenti della zona Ponticelli-Capodimonte. Virtù ‘esaltata’ anche nella litania politica degli anniversari dell’alluvione.

Comunque, l’infarto urbano di lunedì 15 ottobre ha avuto conseguenze su cose e uomini: sono mancati chiarezza e raccordo sul dispositivo di circolazione; è montata la protesta dei commercianti, s’è avvertita, nel complesso, l’assenza di un cronoprogramma di interventi su un’area così intasata e già provata: magari la rimozione, sostituzione della vecchia e posa in opera della nuova scala mobile, dopo il nulla degli anni poteva attendere ancora un po’. Magari il tempo che andasse a buon fine la verifica statica sul Ponte San Nicola; o, magari, conoscendo il Comune velocità e tempi di esecuzione sconosciuti invece ai cittadini di Ponticelli, agli automobilisti, ai commercianti di quella zona, all’indotto complessivo del traffico veicolare, l’organizzazione della manovra sulla scala mobile poteva essere affidata all’alacrità delle ore notturne, con disagio sempre presente, ma almeno circoscritto. Che poi si è rivelato essere l’uovo di Colombo colpevolmente scodellato dopo una giornata d’agonia (stando alla cronaca degli eventi). Chiusa, a quanto pare (“Contrordine compagni. Via del Pomerio sarà riaperta già da stasera”, il titolo di Gazzetta di Benevento), in maniera quasi tragicomica: per un centimetro, infatti, ha ricordato la testata, la via perse la scala mobile, essendo il vano in cui doveva essere ospitata più piccolo di tale misura rispetto all’ingombro del nuovo impianto.

Fuggendo la tentazione di una metafora fin troppo facile, non ci si può comunque sottrarre dalla conta degli sconfitti rimasti sul campo: chi è rimasto preso nella morsa del traffico; chi, come il sindaco, si è lasciato andare a qualche frase spazientita; chi si è spazientito in fretta come i commercianti (e i residenti nel centro storico con la movida sotto casa in ogni fine settimana dell’anno?); chi, come qualche assessore, ha dovuto metterci la faccia e la firma su un racconto così grottesco. Ma soprattutto quel moloch della macchina comunale, il cui meccanismo amministrativo, messo in moto dalla politica di governo, anche quando è in movimento dà l’impressione di stare fermo.