Recupero record dell’evasione fiscale a Benevento: 7 centesimi per ogni contribuente…

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L'Ufficio Studi della Cgia di Mestre ha diffuso il dato statistico dell’opera dei Comuni italiani sul fronte del recupero dei tributi non pagati. Ciò mentre all'orizzonte del governo del 'cambiamento' si profila l'ennesimo condono fiscale, una misura economica vecchia come la retorica della politica (propria quindi anche di quei puri grillini e leghisti). Il condono è un misura-premio per la sdoganata categoria degli evasori fiscali, siano essi abituali o di ‘necessità’ (solo la loro…). E' un quadro dell'evasione fiscale, cristallizzato al 2016, che è eloquente nell’esito sin dal titolo dello studio: “Solo il 5% dei Comuni combatte l'evasione”.
In questa compagnia di giro si trova, con prevedibile agio, anche Benevento (43° posto fra i 63 comuni analizzati, mentre gli altri 48 capoluoghi di provincia sono proprio a secco di cifre da offrire).

Siamo nel campo delle segnalazioni – cosiddette “qualificate” - all'amministrazione finanziaria o alla Guardia di Finanza di evasione o elusione di tributi non locali, attraverso operazioni frutto di sinergie fra enti. Questi muovono dagli elementi in possesso anche delle amministrazioni locali, ritenuti appunto passibili di essere portati all'attenzione di Agenzia delle Entrate o delle Fiamme Gialle per il recupero di Irpef, Irap, Iva, contributi previdenziali e così via. Elementi che investono campi come commercio e professioni, urbanistica e territorio, proprietà edilizie e patrimonio immobiliare, residenze fittizie all’estero, disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva.

Fa specie, poi la ‘premialità’ relativa a tale attività di accertamento promossa dagli enti locali, perché è cresciuta la quota delle maggiori imposte relative ai tributi statali riscosse a titolo definitivo da riconoscere ai comuni stessi, passata dal 30% al 100% (dal 2012). Ben si comprende, quindi, quanto l'attività di accertamento condotta abbia il potere di rivelarsi un toccasana anche per le casse asfittiche degli enti locali, e Benevento non fa affatto eccezione da questo punto di vista: nel senso di casse esangui e impellente necessità di introiti.

Questa ovvia necessità si è tradotta, sul piano operativo, in un recupero per le casse pari (in totale) a 2.500 euro, somma che suddivisa per il numero dei contribuenti cittadini (37.334) ci conduce alla meta di una stratosferica media/recupero di 7 centesimi per contribuente… un arricchimento davvero di qualità per palazzo Mosti.

Né può essere invocata ignoranza: si pensi che l’odierno studio Cgia si inserisce in un solco ben conosciuto, risalendo addirittura al mese di giugno del 2009 la firma della Convenzione tra Comune di Benevento ed Agenzia delle Entrate (ai sensi della Legge 248/2005), sottoscritta dall’allora dirigente Lanzalone e dal Direttore Regionale dell’Agenzia, che prevedeva “una stretta collaborazione… volta al recupero dell’evasione” attraverso serrati “controlli fiscali”.

Siamo, nella nudità di certe cifre, dunque dinanzi a un manifesto programmatico, per estensione, della progettualità e dell'efficacia: carenti. Non ci si può nascondere, infatti, quanto versi in difficoltà il settore finanze del Comune di Benevento che allo stato non sa darsi un dirigente dopo l’espletamento di un concorso e il rifiuto a occupare il ‘posto’ da parte dei primi due della graduatoria, per dubbio sulla regolarità della procedura nonostante le assicurazioni del Settore Avvocatura (poco convincente, a quanto pare).
Un Settore che si è rivelato, nel passato come nell’attualità targata Serluca, la solita palestra per l’esercizio verbale di promesse e annunci. Regolarmente disattesi dalla realtà (come ultimo esempio, leggi).